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LUTTO

Collecchio, è morto Rodolfo Bianchi: finisce una dinastia di sarti

18 gennaio 2018, 06:00

Collecchio, è morto Rodolfo Bianchi: finisce una dinastia di sarti

Gian Carlo Zanacca

COLLECCHIO - Con la scomparsa del sarto Rodolfo Bianchi, 90 anni, se ne va un pezzo di storia di Collecchio. Con lui si chiude una tradizione di sarti, quella della famiglia Bianchi, che affonda le proprie radici nei secoli passati.

Rodolfo ricordava come nel volume di Ubaldo Delsante, «Tra gente povera e mendica», venisse citato il fatto che nel 1815 il governatore di Parma scrisse al podestà prevedendo incentivi ai sarti dei paesi vicini alla città per confezionare divise per i soldati dell'armata di Napoleone. E tra questi erano citati otto sarti di Collecchio fra cui un certo Giuseppe Bianchi, un suo avo.

Con lui se ne va una persona mite, stimata dalla comunità alla quale era legato a doppio filo: come ex sarto conosceva molte delle famiglie storiche del paese, inoltre era un assiduo frequentatore della parrocchia.

«Non ha mai perso l'interesse verso la propria comunità – spiega il parroco di Collecchio don Guido Brizzi Albertelli – era un uomo dall'intelligenza viva e profonda, una persona contrassegnata da una cordialità straordinaria e da una grande fede».

In un'intervista rilasciata alla Gazzetta di Parma qualche anno fa Rodolfo Bianchi aveva ricordato che la bisnonna, Teresa Bertinelli, aveva lavorato come sarta e ricamatrice al Casino dei Boschi di Carrega ed al Ferlaro, allora residenze ducali. Anche il nonno, Remigio, era sarto ed anche i suoi fratelli Salvatore e Vittorio. In società, nel 1876, grazie ad un prestito di 200 lire, avevano comprato la prima macchina da cucire.

La storia della sartoria di Collecchio è nella vita di Rodolfo, negli anni trascorsi con il padre ad imparare il mestiere. E' negli oggetti che ha utilizzato per decenni come i ferri da stiro che cambiavano a seconda del tempo: dai più antichi, che si dovevano riempire con le braci per mantenerli caldi, ai più recenti.

Rodolfo ha vissuto l'evoluzione di Collecchio da piccolo centro agricolo a ad importante centro industriale. Ha vissuto i cambiamenti che hanno portato alla società dei consumi.

«Un tempo tutti in paese andavano dal sarto – ricordava Rodolfo - dai notabili alle persone più umili, per farsi confezionare pantaloni, camicie, abiti e cappotti». In certe occasioni, come le comunioni, le cresime e i matrimoni, la gente si vestiva a festa e si faceva confezionare gli abiti più belli.

Rodolfo ricordava le serate invernali trascorse a cucire fino a tarda ora davanti al camino.

«Si conclude con Rodolfo - spiega il sindaco Paolo Bianchi, suo lontano parente – una tradizione plurisecolare, e questo rende ancora più triste questo momento».

Rodolfo lascia la moglie Annetta, con cui ha condiviso 64 anni di matrimonio. ed il figlio Roberto, i funerali sono in programma oggi alle 15, partendo dall'ospedale Maggiore per la chiesa parrocchiale di Collecchio.

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