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ECONOMIA

Bonatti, Ghirelli: «Valutiamo tutte le opzioni per crescere»

19 gennaio 2018, 06:02

Bonatti, Ghirelli: «Valutiamo tutte le opzioni per crescere»

Patrizia Ginepri

La Bonatti archivia il 2017 con una produzione a quota 770 milioni e una presenza internazionale in 4 continenti e 19 Paesi, con più di 8mila dipendenti di oltre 50 nazionalità. Il portafoglio lavori sale a 1,5 miliardi, con investimenti nell'anno per 60 milioni. Ne parliamo con il presidente del gruppo Paolo Ghirelli.

Presidente, un buon 2017...

Abbiamo ottenuto un risultato rilevante grazie a tutte le nostre unità di business, con un ruolo preponderante del pipeline, settore dove siamo tra i leader mondiali. Per affermarsi a livello globale occorre avere tecnologie e know how in grado di offrire un valore aggiunto ai clienti. Il nostro business è articolato in varie discipline, che hanno come obiettivo i servizi all'industria oil & gas, ci consente di mantenere il volume di attività, anche in tempi di caduta degli investimenti da parte delle oil & gas company. Non solo. Nel 2017 abbiamo ricostituito un portafoglio lavori che ci consente di garantire per i prossimi anni l'attuale livello di produzione.

Come sta cambiando il settore?

Stiamo vivendo un periodo di transizione nel mix di domanda di energia primaria, con un trend che tende a privilegiare le fonti a minore emissione di CO2. Ciò nonostante il consumo complessivo di energia cresce, e visto che le energie rinnovabili (eolica e fotovoltaica ndr) sono discontinue, hanno e avranno bisogno di energia «ponte» a minor contenuto di emissione di CO2 costituita dal gas, che insieme alle rinnovabili potrà sostituire la fonte primaria che deriva dal carbone e dal petrolio.

Quali sono le opportunità?

Da qui ai prossimi 20 anni crescerà il peso del gas sotto forma liquida. Questo perché le distanze tra i centri di produzione e quelli di consumo sono tali per cui è necessario trasportarlo via mare. Chi fa impianti di liquefazione da un lato e impianti di ricezione e di rigassificazione dall'altro sta avendo uno sviluppo considerevole. In questo scenario le prospettive di business sono notevoli. E visto che resta sempre l'incognita prezzi, l'unica strada per le oil company è investire in campi petroliferi che consentono produzioni a basso costo.

Restano i fattori geopolitici

E' vero, ma a una oil company che investe oggi, servono 10 anni per realizzare un progetto di sviluppo con tempi di ritorno di 20-25 anni. Ecco perché ha bisogni di politiche conservative di sostenibilità. In questo scenario sono privilegiate le tipologie di impianto per cui la Bonatti è più attrezzata. Al principale obiettivo di aumentare la percentuale di prodotto recuperabile dai giacimenti, riusciamo a coniugare la capacità di operare in aree poco confortevoli grazie alle competenze ingegneristiche ed esecutive che il gruppo ha maturato nel mondo (le immobilizzazioni tecniche si attestano a quota 250 milioni ndr).

Un modello di business vincente

Si spiega così il successo che abbiamo avuto, a partire dal 2012, in Messico, dove siamo passati da zero a maggior contractor. Gli investitori stranieri hanno l'esigenza di rispettare il loro business plan per recuperare gli investimenti e vanno alla ricerca di contrattisti che gli garantiscano oltre a un lavoro ben fatto anche tempi più corti. Il progetto con Tco in Kazakhstan, che vede come maggiori azionisti Chevron e ExxonMobil, ci ha messo in contatto con una tipologia di clienti che privilegia i contractor premium. Il prezzo conta ma non è il solo elemento, servono competenze, qualità dei lavori politiche di safety, tecnologie digitali. Essere riusciti ad esempio a mettere a punto un sistema di saldatura automatica capace di operare con successo su tubi speciali, rivestiti interamente di acciaio anticorrosivo e difficilmente saldabili, ci ha dato una reputazione che dal punto di vista qualitativo ci ha aiutato nell'acquisizione di importanti commesse. Abbiamo investito in competenze distintive che prima non erano richieste.

E le incognite dalla geopolitica?

Oggi possiamo affrontarle con una maggiore tranquillità, perché operiamo in un numero molto alto di aree geografiche che ci consente di assorbire eventuali problematiche in una di queste.

Un paio di mesi fa i rumor  parlavano di una possibile vendita del gruppo. C'è qualcosa di vero?

È stata coinvolta Citi per il supporto e la formulazione di un aggiornamento del piano industriale del Gruppo Bonatti e, sulla base di questo, supportarci a valutare eventuali opzioni strategiche volte al rafforzamento della posizione della società nel mercato. Siamo in un momento di crescita per noi importante, che ci vede impegnati sia nel consolidamento della nostra posizione nei mercati per noi storici, sia nell’apertura di nuove geografie seguendo investimenti per noi strategici.

Quali sono le aree interessanti?

Oltre a Kazakhstan e Messico siamo entrati in Egitto, nei due giacimenti più grandi individuati negli ultimi anni. Un'altra area significativa è il Canada dove ci sono i presupposti per importanti opportunità di lavoro. In tutti i maggiori progetti che ci sono oggi sul tavolo dell'industria oil & gas noi ci siamo. Dal Messico, al Mozambico e all'Uganda, solo per citarne alcuni. Come parco clienti abbiamo le maggiori oil company del mondo, 30 anni fa eravamo nati con un solo cliente, Eni.

Il ruolo delle nuove tecnologie?

Cito ad esempio, l'Algeria, dove operiamo in aree remote. Ebbene, la tecnologia ci consente oggi di controllare a distanza le nostre attività. Nel nostro lavoro in aree difficili i controlli da remoto ci permettono di essere presenti evitando trasferte, visti, desert pass, security. Globalizzazione e tecnologia ci hanno aperto le porte.

E più in là cosa si aspetta?

Con il Nord America abbiamo sostituito gran parte delle nostre attività in Europa. Oggi l'economia si sposta a Est. Cina e Russia non sono mercati aperti, però non escludiamo che un'alleanza con qualche partner cinese con capacità di finanziare grandi progetti si possa realizzare in Africa, vista l’esigenza di infrastrutture energetiche in questo continente.

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