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TRIBUNALE

Cocaina, patteggiano due «fornitori» di Langhirano

19 gennaio 2018, 06:00

Cocaina, patteggiano due «fornitori» di Langhirano

Il titolare e il gregario. Il gestore del giro e il sostituto, pronto a rispondere ai clienti, ogni volta che il primo si allontanasse. L'ultima era stata la scorsa estate: una vacanza in Albania che corrispose anche all'ultimo periodo di libertà del 26enne che faceva cadere «neve» (quella da naso) sulla Valparma e non solo in ogni stagione dell'anno: al suo ritorno in settembre, l'albanese trovò ad attenderlo i carabinieri con tanto d'ordinanza di custodia cautelare. A carico suo e dell'altro 26enne, a sua volta figlio del Paese delle aquile.

Entrambi finirono ai domiciliari per spaccio continuato in concorso di sostanze stupefacenti. Ieri, il processo per rito abbreviato dal Giudice per l'udienza preliminare: i due hanno patteggiato. Il primo tre anni e 8 mesi, oltre a 14mila euro di multa; l'altro, invece, un anno, cinque mesi e 10 giorni e mille euro di multa (ma per lui è stata decisa la sospensione della pena e la non menzione).

Di droga, pare ne avessero sempre ben poca con sé. Lo stretto necessario per le esigenze del cliente di turno: un grammo di cocaina o anche solo mezzo. Ma chiamarli pesci piccoli sarebbe errato. Spacciavano poco alla volta, ma con costanza e capillarità agli appassionati dello sballo: non solo di Langhirano e dintorni, ma anche di Felino, Tizzano e Corniglio.

Un sms, una telefonata, e il meccanismo si metteva in moto: la droga richiesta dal consumatore veniva nascosta nel sedile dell'utilitaria del «titolare del giro». Lo stesso sedile sul quale di lì a poco si sarebbe accomodato il compratore senza che l'auto nemmeno si rimettesse in movimento.

I carabinieri hanno registrato decine di incontri di questo tipo: il cliente che sale a bordo e scende un attimo dopo. Giusto il tempo per consegnare il denaro pattuito e per ritirare la «merce». A volte, invece, erano gli stessi spacciatori ad avvicinarsi alle auto accostate lungo la strada, per la consegna «volante» di quanto era stato loro ordinato.

Gli incontri avvenivano soprattutto negli angoli più appartati dei parcheggi del paese. Luoghi in un certo senso protetti ma non abbastanza: quando, raccogliendo alcune voci di paese, hanno cominciato a sospettare del traffico, i carabinieri di Langhirano hanno impiegato ben poco a filmare e fotografare i rendez-vous. Poco dopo, si è cominciato ad ascoltare anche i racconti dei consumatori.

Una clientela affezionata, stando alla ricostruzione degli inquirenti. C'era chi aveva comprato a cadenza settimanale un grammo o anche solo mezzo alla volta, in 23 occasioni, spendendo 1.150 euro. Chi si «tratteneva», non superando il mezzo grammo per 15 settimane, per un conto globale di 750 euro.

Bazzecole, rispetto a consumatori di ben altro spessore, della fascia collinare o della montagna: uno, dal 2016 al 2017, avrebbe «investito» quattromila euro in polvere bianca, un altro ne avrebbe acquistate 160 dosi da mezzo grammo l'una, arrivando a spendere ottomila euro. Tra i consumatori individuati dai carabinieri ce ne sarebbe anche uno che, a furia di acquistare un grammo o mezzo alla volta, si sarebbe inalato un etto e mezzo di cocaina: per un totale di 14mila euro.

Le cessioni documentate dagli investigatori sono state 408, ma il sospetto dei carabinieri è che i traffici siano stati ben più corposi, avviati fin dal 2015. Di cocaina non ne venne trovata (a parte quella il cui uso era stato ammesso dai compratori), ma sono stati sequestrati 580 euro dei quali è stata disposta la confisca. Numerosi i telefoni e le carte sim in uso ai due: di essi è stata disposta la restituzione.

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