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Poste Italiane

Quella raccomandata in viaggio da oltre 40 giorni e mai recapitata

20 gennaio 2018, 06:00

Quella raccomandata in viaggio da oltre 40 giorni e mai recapitata

Sono passati più di quaranta giorni ma di quell'acquisto all'estero ancora niente. A raccontare questa «divertente e interminabile querelle con Poste Italiane» è il cantante Diego Baruffini, protagonista della vicenda. Che ancora è in attesa di ricevere da Poste Italiane un oggetto comprato all'estero ben tre mesi fa.

«All'inizio di novembre ho acquistato all'estero un oggetto (di valore relativamente limitato) per il quale era prevista una spedizione raccomandata - ha scritto in una lettera Diego Baruffini -. L'invio da parte del venditore non è stato proprio tempestivo ma comunque il viaggio del mio materiale è rimasto entro i tempi che avevo preventivato per una spedizione di questo tipo. La raccomandata ha raggiunto l'Italia il giorno 11/12 e dopo le prime formalità è stata inviata al centro di smistamento nazionale di Milano dove sono espletate le rapide (!) procedure doganali. Il giorno 16 dicembre la spedizione è stata inviata a Napoli anziché a Bologna, centro regionale di smistamento per l'Emilia-Romagna ma l'errore è stato prontamente rimediato perché il giorno 19/12 la spedizione era già nel nostro capoluogo regionale».

E non è ancora finita: «Il giorno dopo era a Parma per cui immaginavo che, come capita di norma, mi sarebbe stata consegnata entro la sera stessa - continua Baruffini -. Due giorni dopo, non avendola ancora ricevuta ho consultato il sistema di tracciamento delle spedizioni di Poste Italiane e la spedizione risultava ancora in giacenza a Parma. Ho quindi telefonato al numero verde per chiedere informazioni e il gentile operatore mi ha confermato che la spedizione era in "giacenza a Parma" senza purtroppo aggiungere nulla».

«Se un call center ripete esattamente le informazioni che il cittadino può ottenere in autonomia, la funzione del primo ne risulta quanto meno ridimensionata - sottolinea Baruffini -. Ho quindi atteso i giorni dopo Natale per inviare un messaggio di posta elettronica al servizio clienti di Poste Italiane ma visto che non ottenevo risposta il giorno successivo ho provato a contattare l'operatore virtuale che Poste Italiane mette a disposizione su un social network. L'operatore virtuale mi ha risposto che la spedizione è in "giacenza a Parma". Mi sono permesso di insistere chiedendo maggiori dettagli e sono stato rimosso da coloro che potevano effettuare richieste all'operatore virtuale. Come dire...se rompi, ti cancello. Ho quindi inviato altre tre messaggi di posta elettronica al servizio clienti e finalmente al terzo mi hanno risposto di chiamare il numero verde cosa che avevo già fatto naturalmente. Tuttavia preso dall'entusiasmo per avere ricevuto un segnale di vita, ho ritelefonato ed effettivamente con il nuovo operatore abbiamo appurato che la mia raccomandata veniva trasferita continuamente dal centro di smistamento a quello di consegna e viceversa. Tutto questo a Parma, a poche centinaia di metri da casa mia! L'operatore mi ha quindi consigliato di aprire un reclamo tramite il modulo di assistenza sul sito di Poste Italiane visto che, in presenza, non è possibile avere informazioni. Ho quindi compilato il modulo (siamo arrivati intorno al 10 gennaio nel frattempo) senza tuttavia ricevere ancora una volta risposta. Da notare che il modulo richiede alcuni dati obbligatori tra i quali nome, cognome, indirizzo, codice fiscale (cosa se ne farà mai Poste Italiane del mio codice fiscale per recapitare la corrispondenza ?????) indirizzo e-mail per le risposte. Dopo un paio di giorni ho ricompilato il modulo spiegando, come sto facendo qui, la situazione e indicando l'indirizzo corretto di consegna della spedizione ipotizzando che il continuo rimpallarsi all'interno della sede parmense di Poste Italiane fosse dovuto alla scarsa leggibilità del destinatario».

E conclude Diego Baruffini: «Il giorno 15 gennaio ho ricevuto una prima risposta da parte di Poste Italiane che la richiesta era incompleta, che avrebbero potuto rispondermi solo se inviavo nome, cognome, codice fiscale, e metodo di risposta. Insomma, i dati obbligatori che non potevano non avere poiché necessari per inviare la richiesta di assistenza. Oggi ho ricevuto una nuova risposta che mi invita nuovamente a contattare il numero verde. Siamo in loop quindi - precisa -. Il numero verde mi dice di contattare tramite modulo di assistenza e quando invio il modulo di assistenza mi rispondono di contattare il numero verde. Nel frattempo la mia spedizione è ancora in "giacenza a Parma" dal 20 dicembre. Fortunatamente si tratta di oggetti e il valore è davvero poca cosa per cui mi rassegnerò. Ma se si fosse trattato di qualcosa di importante?». M.V.

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