Sei in Archivio bozze

BUROCRAZIA

Parma: strade pronte, ma chiuse da mesi (o anni)

Da via Pontasso a Ugozzolo: ci sono cavalcavia e strade asfaltate in città che inspiegabilmente resatano interdette al traffico

di Gian Luca Zurlini -

21 gennaio 2018, 06:01

Parma: strade pronte, ma chiuse da mesi (o anni)

La burocrazia nel nostro Paese spesso provoca il blocco a metà strada delle opere pubbliche. E di casi di questo tipo sono ricche le cronache degli organi di informazione. Ci sono però anche i casi in cui opere fatte e finite rimangono inutilizzate per un lungo periodo per motivi che i comuni cittadini non capiscono. A Parma abbiamo trovato almeno tre di questi esempi che, al di là delle diverse cause e responsabilità, non depongono certo a favore dell'efficienza della Pubblica amministrazione.

Cavalcavia di via Pontasso

L'esempio più eclatante e clamoroso è il sovrappasso ferroviario sulla linea Parma-La Spezia di via Pontasso. In questo caso ci sono voluti ben 12 anni rispetto al primo annuncio dell'opera che rientrava in un piano di soppressione dei passaggi a livello sulla ferrovia nel tratto tra Parma e Fornovo presentato nel 2005 e avrebbe dovuto concludersi entro il 2008. Ma, agli evidenti ritardi nella realizzazione della struttura, adesso si somma quello nell'apertura al traffico di una nuova opera che si presenta asfaltata e. all'occhio del profano, già pronta all'uso ormai dall'estate scorsa, quindi da più di 6 mesi. Va detto che in origine anche questo, come tutti gli altri, doveva essere un sottopasso, ma poi venne deciso che, per problemi legati a interferenze e ritrovamenti nel sottosuolo, era meglio passare sopra piuttosto che sotto la ferrovia. Dunque, perché il cavalcavia non apre? A quanto pare Rfi (ossia le ferrovie, cui compete la gestione dei lavori) non hanno eseguito i lavori di raccordo con la viabilità preesistente secondo le prescrizioni e mancherebbe anche il collaudo strutturale, oltre che alcuni interventi accessori. Fatto sta che da giugno del 2017 il cavalcavia è pronto, ma le auto continuano a fare code interminabili al vecchio passaggio a livello. E, nonostante i solleciti fatti anche dal Comune, ancora non si conosce una data precisa per la sua apertura. L'auspicio è che almeno non si faccia festa il giorno dell'inaugurazione perché quando verrà aperto sarà comunque un monumento all'inefficienza della pubblica amministrazione.

Il sovrappasso dell'inceneritore

Da maggio del 2016 è invece stato chiuso al traffico dal Comune, per motivi di sicurezza dovuti a cedimenti del manto stradale, il cavalcavia che supera il canale Naviglio all'altezza dell'inceneritore di Ugozzolo, in quella che è stata pomposamente chiamata via Versailles. In questo caso il collegamento stradale ha funzionato per qualche anno, ma poi si sono evidenziati difetti nella costruzione del cavalcavia che hanno indotto il Comune a richiedere al realizzatore dell'opera di effettuare a proprie spese i doverosi e necessari interventi di ripristino. Ripristino che però non è mai stato fatto e a questo punto il Comune dovrà provvedere a proprie spese rivalendosi sugli esecutori. Ma i tempi si sono allungati a causa delle procedure burocratiche e il cavalcavia si avvia così ai due anni di chiusura.

«Bretella» via Paradigna

E la zona in questione è decisamente sfortunata. Già, perché addirittura non è mai stato aperto al traffico, nonostante sia pronta e asfaltata da una decina d'anni, il primo tratto di via che farebbe da «bretella» tra via Colorno e via Paradigna, subito a fianco dell'Alta velocità e dell'autostrada e che avrebbe dovuto creare così un percorso alternativo di collegamento tra città e autostrada e via Burla e lo Spip. Qui a fermare tutto è stato il ricorso di un privato che ha contestato le modalità dell'opera. Contenzioso che è proseguito fino a oggi e impedisce di usare una «bretella» tra due rotatorie pronta da oltre 10 anni. Come a dire, tutto il peggio della burocrazia italiana.