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SALUTE

Un test del sangue per otto tipi di tumore

21 gennaio 2018, 06:00

Un test del sangue per otto tipi di tumore

Monica Tiezzi

Dal sangue sarà possibile diagnosticare precocemente le otto più comuni forme di tumore, sulla base di una nuovo test che combina l'analisi del Dna e delle proteine tumorali e ha un'affidabilità che, sostengono i ricercatori che l'hanno elaborato, varia dal 69 al 98% dei casi a seconda del tipo di cancro. Lo descrivono sulla rivista Science i ricercatori della John Hopkins University di Baltimora.

Il metodo, testato su mille malati, è stato chiamato CancerSEEK. Il gruppo guidato da Joshua Cohen è riuscito a valutare le mutazioni di 16 geni tumorali, insieme ai livelli di 10 proteine circolanti nel sangue, per il cancro del seno, fegato, ovaie, polmone, stomaco, pancreas, esofago e colon retto. Lo hanno provato su malati a cui erano stati diagnosticati tumori di diversa gravità, e su 850 volontari sani.

«Hanno cercato il Dna del tumore circolante nel sangue insieme ai livelli di alcune proteine, che possono essere indicative dello sviluppo del cancro», spiega Fabrizio d'Adda di Fagagna, ricercatore dell'Istituto Firc di Oncologia Molecolare (Ifom) di Milano. «Si tratta dunque di un test più completo e nuovo che può permettere una maggiore personalizzazione della terapia, adatta ai malati che hanno determinate caratteristiche genetiche».

Piuttosto bassa sembra la probabilità che il test possa dare falsi positivi: nello studio sono stati solo 7 su più di 1000. In alcuni casi il test è riuscito a dare informazioni anche sull'origine del tessuto malato, cosa risultata sempre difficile in passato.

Nello studio la diagnosi è stata fatta a persone con un tumore senza metastasi, sulla base dei sintomi. Il prossimo obiettivo sarà diagnosticare il cancro prima che compaiano i sintomi.

Secondo i ricercatori il costo di questo esame del sangue per 8 tumori potrebbe essere di circa 400 euro, più o meno quanto costano i singoli test di screening per un solo cancro, come ad esempio la colonscopia.

«L'uso di una combinazione di biomarcatori selezionati per la diagnosi precoce ha il potenziale per cambiare il modo in cui cerchiamo il cancro, e si basa sulla stessa logica dell'uso di combinazioni di farmaci per curare i tumori», commenta Nickolas Papadopoulos, professore di oncologia alla Johns Hopkins University e autore senior dello studio.

Il test potrebbe anche identificare la forma di tumore che ha un paziente, un obiettivo che i precedenti esami del sangue del cancro non sono riusciti mai a raggiungere. In campioni di sangue prelevati da 1.005 pazienti, il test ha rilevato tra il 33 e il 99% dei casi di malattia. Il carcinoma ovarico è risultato il tumore più facile dal rilevare, seguito dai tumori al fegato, allo stomaco, al pancreas, all'esofageo, al colon-retto, ai polmoni e al seno. Per i cinque tumori per cui attualmente non esistono test di screening - ovaio, fegato, stomaco, pancreas ed esofago - la sensibilità del test è variata dal 69 al 98 per cento.

Gli esperti hanno notato che i tassi di rilevazione erano più bassi in coloro in cui il tumore era in stadio iniziale e si può prevedere che siano ancora più bassi nelle persone che non avevano ancora mostrato alcun sintomo. La sensibilità per i tumori di stadio uno nello studio è risultata solo del 40 per cento.

Intanto sono stati identificati due nuovi geni che possono aumentare il rischio di sviluppare il cancro al seno entro i 60 anni: si chiamano MSH6 e PMS2, non sono conosciuti come invece i famosi «geni Jolie», ma aumentano del doppio le chance di sviluppare la malattia. Noti come causa della sindrome di Lynch, una condizione ereditaria che aumenta il rischio di cancro del colon-retto, delle ovaie, dello stomaco e dell'endometrio, vengono ora collegati anche al tumore della mammella. A evidenziarlo è uno studio del Columbia University Irving Medical Center e del NewYork-Presbyterian, pubblicato online su Genetics in Medicine.

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