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Allarme

Ore 7: attimi di paura in via Emilia Est

23 gennaio 2018, 06:01

Ore 7: attimi di paura in via Emilia Est

«Mi hanno fatta fermare e hanno cercato di aprire la portiera della mia auto». Tutto è durato pochi secondi, ma sono stati istanti davvero da incubo per una trentenne che si è vista sbarrare la strada da due malviventi. Solo la sua pronta reazione ha fatto sì, come spiega lei stessa, che riuscisse ad andarsene sana e salva. Non è la prima volta, infatti, che dei malintenzionati cercano di fermare un'automobile, su cui magari c'è una ragazza o una donna sola. E' successo anche domenica. A colpire un duo di balordi, secondo la trentenne uno di origine africana (all'altro, in quei concitati momenti, non è riuscita a dare una nazionalità, neppure presunta), che hanno messo in atto il loro piano alla mattina presto.

«Erano le 7,15 - spiega la donna - e io stavo andando al lavoro in auto. Per strada, dal momento che era domenica, c'era davvero pochissimo traffico. Quasi nessuno». Il momento giusto per fermare un'auto e colpire.

«Stavo percorrendo via Emilia Est e avevo passato da poco l'arco di San Lazzaro. Mi stavo dirigendo verso barriera Repubblica - riprende - quando in mezzo alla strada mi si è parato di fronte un uomo, mi è parso intorno alla trentina, forse anche qualcosa di più, di origine africana, che aveva in mano un foglio di carta, non lo so... una specie di biglietto». All'automobilista è sembrata una richiesta di informazioni oppure di aiuto. Fatto sta che la donna ha rallentato e si è fermata. Nel mentre è entrato in scena il complice. «A un certo punto - aggiunge - mi sono accorta che insieme a lui c'era un'altra persona, che ha cercato di aprire la portiera. Fortunatamente, le sicure erano inserite, perciò non è riuscito ad aprire». Tutto in pochi secondi, dunque. Ma secondi di paura. «A quel punto ho capito che cosa volevano - continua -, stavano cercando di rapinarmi o comunque di farmi del male. Urlavano e mi minacciavano. Volevano che aprissi e uno ha dato un pugno anche contro la portiera».

La donna, però, non si è lasciata pietrificare dalla paura. Anzi, ha reagito. Ha infatti accelerato e li ha lasciati lì, sul posto, a urlare e imprecare. A mani fortunatamente vuote. «Però di paura ne ho avuta - conclude -. Mi hanno preso un po' alla sprovvista perché uno di solito non pensa di fare brutti incontri alle sette del mattino. Ma ormai i malintenzionati le studiano davvero tutte». Anche gli orari.

Non è comunque la prima volta che vengono raccontati casi di malviventi che cercano di fermare le auto. Infatti, torna alla mente un tentativo-fotocopia, avvenuto non molto tempo fa in via Sidoli. In quell'occasione tre giovani stranieri avevano bloccano un'auto con a bordo due ragazze: avevano anche in quel caso tentato di aprire la portiera e di salire, ma la prontezza di riflessi della conducente, che aveva chiuso le portiere, aveva evitato il peggio permettendo alle due di fuggire. Anche in quel caso la donna aveva raccontato che quelle persone, all'altezza della rotatoria, si erano letteralmente buttate in mezzo alla strada con le mani alzate, costringendola a fermarsi.

Anche lei, come la donna bloccata in via Emilia Est, in un primo momento si era chiesta se quei tre avessero per caso bisogno. Poi, però, avevano gettatola maschera. Proprio come i due (chissà se facevano parte anche del trio di via Sidoli) che hanno fermato la trentenne domenica mattina. In entrambi i casi, comunque, a salvare le due donne è stata, oltre la loro reazione, anche il fatto che avessero chiuso le portiere dell'auto con la sicura. Una precauzione, quando si viaggia soli, da non dimenticare. M.Cep.

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