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ODONTOIATRI

Falsi dentisti, c'è l'app per stanarli

24 gennaio 2018, 06:00

Falsi dentisti, c'è l'app per stanarli

Katia Golini

Semplice e rapido: basta un clic per stanare i «furbetti dell'ambulatorio». Tempi duri in arrivo per chi esercita la professione odontoiatrica senza titoli. E' attivo da qualche giorno un modo immediato per scovare i falsi dentisti. DentistInApp è l'app gratuita, e scaricabile da ogni dispositivo mobile (smartphone o tablet), voluta dalla Federazione nazionale dei medici e odontoiatri (Fnomceo-Cao), come strumento a disposizione dei cittadini per fare luce sui finti professionisti. Una «bussola» utile per non cadere nella trappola delle «offerte speciali», da cui, soprattutto in campo medico, è bene guardarsi.

Come si usa

Di facile utilizzo, con DentistInApp le operazioni di controllo sono alla portata di tutti. È sufficiente inserire i dati del proprio dentista per verificare la sua iscrizione all'Ordine (il codice fiscale non è obbligatorio). L'ultima versione è disponibile sia per Android che iOS e rappresenta un prezioso ponte tra pazienti truffati e forze dell'ordine. Con pochi clic infatti, comodamente dal proprio smartphone o ipad si può verificare se un dentista è regolare e, in caso negativo, fare denuncia alle autorità competenti (Guardia di finanza e Nas). Divisa in due sezioni, l'app oltre a consentire l'identificazione e la segnalazione di eventuali sedicenti odontoiatri, permette di utilizzare una molteplicità di strumenti utili per elevare il livello della salute del cavo orale e per interfacciarsi con l'Ordine e le Commissioni.

I numeri

Si calcola che a Parma e provincia il fenomeno dell'abusivismo sia diffuso, in linea con le medie nazionali: le stime dicono che il 30% degli studi dentistici sul territorio non è in regola. Sui circa 400 ambulatori presenti, oltre cento sarebbero quindi a rischio, ossia inadatti a fornire servizi e cure all'altezza dei bisogni.

Contro l'abusivismo

La lotta all'abusivismo, contro cui l'Ordine si batte da tempo, può dunque contare su una nuova «arma». Certo, un'app non basta. E' un primo passo. Anche perché l'attività odontoiatrica fasulla può presentarsi sotto varie forme. «L'app - spiega Angelo Di Mola, presidente della Commissione albo odontoiatri di Parma - rappresenta un primo momento di contatto con i cittadini che, comodamente dal proprio telefonino, possono sapere in tempo reale se il medico a cui si sono rivolti e regolarmente iscritto all'albo professionale».

Attenzione però, l'abusivismo si può presentare sotto varie forme: «Purtroppo il fenomeno è diffuso anche in Emilia Romagna e anche a Parma - continua Di Mola -. Può capitare che lo studio dentistico a cui ci si rivolge abbia un direttore sanitario regolarmente registrato, ma chi ci mette le mani in bocca è un “abusivo”, ossia una persona che non ha le caratteristiche legali per fare quel lavoro. Per questo raccomandiamo a tutti i pazienti di verificare sempre le generalità della persona con cui si mettono in cura. Tra l'altro, i dentisti avrebbero l'obbligo di appuntarsi sul camice il tesserino di riconoscimento con il proprio nome e cognome e la propria fotografia. In caso questo non avvenga è diritto del paziente sapere nome e cognome del medico o presunto tale».

Un ponte diretto

Dove non arriva l'app, arriva l'Ordine dei Medici e odontoiatri. «L'Ordine è a disposizione di tutti i cittadini che vogliano segnalare problemi. Il nostro compito principale - continua Di Mola - è salvaguardare i pazienti e garantire la serietà delle procedure. Noi siamo sempre pronti ad ascoltare chiunque. Basta contattarci per segnalare eventuali problemi e inefficienze. E' sufficiente chiamare e prendere un appuntamento. Nel momento in cui veniamo a conoscenza di casi equivoci facciamo scattare le procedure di controllo. L'Ordine esiste prima di tutto per salvaguardare i cittadini».

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