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Lutto

L'ultimo viaggio di Cavatorta

24 gennaio 2018, 06:01

L'ultimo viaggio di Cavatorta

Lui, al cielo e alle nuvole dava del tu. Era in perfetta simbiosi. Infatti era il volo la sua grande e innata passione. Paolo Cavatorta, per anni direttore della scuola di volo a vela all'«Aeroclub Bolla», è morto nei giorni scorsi all'età di 65 anni. Nativo di Piacenza, giunse a Parma da bambino con i genitori entrambi parmigiani. Infatti, il padre Ezio condusse per anni un podere a Corcagnano , mentre la mamma Nera era sarta.

Ha passato infanzia e giovinezza a Corcagnano in mezzo a quella campagna che adorava e che il padre coltivava con amore. Molto probabilmente la passione per il volo, Paolo, la ereditò dallo zio Giovanni Cavatorta, scomparso un paio d'anni fa , generale dell'Aeronautica. Anche Paolo entrò nell' Accademia Aeronautica dove frequentò il corso «Marte 3°» per poi abbandonare l'uniforme e proseguire gli studi all'Università di Bologna dove si laureò brillantemente in ingegneria meccanica.

Dopo avere lavorato per 10 anni alla «Casappa», venne assunto nel 1986 alla «Robuschi», ora «Gardner Denver», dove fece un brillantissima carriera divenendo direttore dell'Ufficio tecnico. Attraverso la sua inesauribile passione per la ricerca e l'innovazione determinò una forte affermazione dell'azienda che divenne leader nel proprio settore. Inoltre, Cavatorta, fornì importantissimi contributi in materia di sicurezza e di addestramento dei giovani. Nel maggio dello scorso anno gli fu assegnata la «Stella al merito» dei Maestri del Lavoro, importante onorificenza concessa dal Capo dello Stato che premia l'operosità, lo spirito d'iniziativa, di innovazione e dedizione al lavoro di dipendenti benemeriti. Carattere aperto, solare, disponibile, Paolo, era uno che ai giovani credeva molto tant'è che nella sua vita, sia nel lavoro che nel suo hobby preferito, trasmise sempre le sue esperienze e le sue conoscenze ai suoi allievi proprio con l'amore e la passione di un padre premuroso.

Oltre il volo (prese il brevetto per volo a motore e a vela), Cavatorta aveva anche un'altra grande passione: le auto. Era, infatti, un tifoso delle «rosse» di Maranello e dei motori in generale che valutava con l'occhio dell'appassionato, ma anche con la competenza del tecnico. Aveva tanti amici, Paolo, che gli sono stati accanto sino in fondo anche perché si è fatto volere bene da tutti, sia nell'ambito lavorativo che all' «Aeroclub Bolla» dov'era molto amato e stimato. Lascia nel più profondo dolore la moglie Alessandra ed i parenti tra i quali il cognato Alberto Casamatti anch'egli pilota militare e civile. Lo.Sar.

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