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Colorno

Rubata l'auto a servizio di un malato di Sla

24 gennaio 2018, 06:00

Rubata l'auto a servizio di un malato di Sla

COLORNO

Cristian Calestani

«Un conto è sottrarre un parcheggio a un disabile, un conto è rubargli l'unico mezzo di mobilità». Lascia senza parole il messaggio Whatsapp che Giuseppe Buttarelli, 63enne colornese che combatte contro la Sla dal 2013, invia a metà pomeriggio per raccontare di aver subito nel corso della notte il furto dell'auto di famiglia, una Kia Rio di colore grigio metallizzato targata CB 091 GN, che era stata parcheggiata nel cortile di casa in via Petitot a Colorno. «Deve essere successo tutto tra le 2 e le 2.30 della notte tra lunedì e ieri – racconta Mariella Maiorano, moglie di Giuseppe -. Io sono rimasta sveglia sin quasi alle 2, mentre alle 2.30 l'auto non c'era già più. I malviventi – spiega Mariella – sono passati da una delle finestre del piano terra. Sono riusciti ad alzare la tapparella e ad introdursi dentro all'abitazione. Hanno cercato un po' in giro nelle varie stanze, ma non hanno rubato nulla se non le chiavi dell'auto. L'hanno messa in moto e se ne sono andati».

Per la famiglia Buttarelli il furto dell'auto, «l'unico mezzo di mobilità» come l'ha definita Giuseppe nel suo messaggio, è un duro colpo. «È una macchina datata – aggiunge ancora Mariella -, ma per noi era preziosissima. Ci permetteva di compiere tutti quei piccoli spostamenti necessari nella vita quotidiana, anche solo per andare a prendere il pane. Ora non sappiamo come fare». La speranza di tutti è che la Kia Rio sia stata rubata per tentare altri colpi nelle vicinanze e possa poi essere stata abbandonata in qualche parcheggio o in qualche stradina di campagna della zona in modo tale da poter essere riconsegnata a Giuseppe e alla sua famiglia.

Lo scorso marzo Giuseppe - ex commerciante nel settore delle calzature con un negozio in via Matteotti a Colorno sino al 1990 – fu protagonista di un'autentica impresa. Affiancato da un centinaio di colornesi e spalleggiato da alpini, Pubblica assistenza di Colorno ed Aisla compì in carrozzina, insieme al vicepresidente nazionale dell'Aisla Vincenzo Soverino, un pellegrinaggio di 25 km dalla Reggia di Colorno sino al santuario di Fontanellato per chiedere un miracolo non per sé ma, come aveva spiegato, «per tutti i malati di Sla affinché siano destinati maggiori fondi alla ricerca per cercare di sconfiggere questa tremenda ed invalidante malattia».

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