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CARABINIERI

Droga, l'anno scorso 85 arresti. Ma quasi tutti escono subito

26 gennaio 2018, 06:03

Droga, l'anno scorso 85 arresti. Ma quasi tutti escono subito

Bianca Maria Sarti

Un anno di lavoro per combattere lo spaccio e oltre 80 arresti effettuati, ma probabilmente siamo ancora alla punta dell’iceberg. Dall’importante quadro d’insieme tracciato dalla Compagnia dei Carabinieri di Parma sulle attività di contrasto allo spaccio di stupefacenti nel 2017 risulta sempre più evidente che in città la droga circola con estrema facilità e in quantità davvero impressionanti.

«Giusto lunedì scorso – spiega il comandante della Compagnia di Parma Giovanni Orlando – alcuni militari coadiuvati dall’Unità cinofila di Bologna hanno rinvenuto oltre un chilo di sostanze stupefacenti nascoste tra le zone oggi più “calde”, ovvero tra i parchi Ducale e Falcone e Borsellino e viale dei Mille. Si tratta di circa 600 grammi di marijuana e 400 di hashish, per un valore commerciale al minuto di circa 10 mila euro. Il fatto di aver trovato quantitativi di tale valore semplicemente abbandonati nei parchi ci deve dare un’idea delle dimensioni del fenomeno: sia della facilità di reperimento, sia della grande domanda e del conseguente giro di affari».

Durante il controllo “straordinario” di lunedì scorso (un tipo di attività in realtà divenuta più che ordinaria per la Compagnia di Parma) sono state anche identificate oltre 30 persone, controllati mezzi, perquisite e segnalate alla Prefettura tre persone per detenzione di modica quantità di stupefacenti. E un altro controllo è stato fatto ieri pomerigigo al parco Ducale.

Una goccia nel grande mare del business della droga?

«Solo nel 2017 in città sono stati effettuati 85 arresti – continua Orlando – di questi 56 sono avvenuti in flagranza, ovvero per detenzione e spaccio perlopiù di hashish (oltre 24 chili sequestrati), ma anche eroina, marijuana e cocaina. Ulteriori 29 arresti sono frutto, invece, di attività investigative di più ampio respiro, realizzate tramite intercettazioni telefoniche e video o pedinamenti, che hanno consentito di documentare circa 8 mila cessioni di droga per un volume di affari di 400 mila euro».

Sono numeri che fanno rabbrividire se si pensa che nel 2016 il Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti aveva dichiarato che “I sequestri di droghe naturali rappresentano meno del 10% della droga che circola”.

E' vero che le persone arrestate sono perlopiù nigeriane?

«La presenza prepotente è di nigeriani, anche organizzati, ma ci sono albanesi, tunisini e non mancano, chiaramente, gli italiani (circa il 30% degli arrestati). Nella maggior parte dei casi si tratta di persone regolarmente presenti in Italia che, senza altra occupazione, per scelta o per forza si trovano a spacciare».

Ma cosa succede dopo l’arresto? Chi è sorpreso in flagranza - come risulta a tutte le forze inquirenti - mediamente viene presto liberato, specie se incensurato, mentre per chi è arrestato a seguito di indagini, svolte sempre con l’intento di risalire nella gerarchia delle organizzazioni, c’è il carcere e, nel 2017, sono state ottenute condanne oltre i tre anni. «Chi evita il carcere ha comunque un “conto aperto” con la giustizia – chiarisce Orlando – e in caso venga arrestato nuovamente pagherà entrambi i reati».

E chi acquista droga?

«Solo nel 2017 – risponde Orlando – sono stati segnalati alla Prefettura 202 consumatori di droga; la Prefettura, dopo un primo ammonimento, segnala i casi recidivi al Sert. Tra i consumatori c’è veramente di tutto: dagli studenti delle superiori e dell’università, ai liberi professionisti, dagli impiegati agli operai».

Nel 2017 la Compagnia dei Carabinieri di Parma ha dedicato impegno anche alla prevenzione incontrando gli studenti. Cosa fate in queste occasioni?

«Sono stato in quasi tutte le scuole superiori della città – ha detto Orlando – per spiegare ai ragazzi i rischi che derivano dall’uso di stupefacenti, specie sul piano giuridico. Molti di loro ignoravano, ad esempio, che l’assunzione di droga è di per sé un illecito e che la semplice cessione, anche senza scambio di denaro, ha comunque rilevanza penale».

È possibile fare un bilancio rispetto al 2016?

«L’attività di controllo è aumentata e, dunque, anche l’attività repressiva – risponde Orlando – probabilmente il 2018 richiederà un impegno crescente».

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