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Morini: «Grazie a chi ha creduto nel mio sogno»

29 gennaio 2018, 06:00

Morini: «Grazie a chi ha creduto nel mio sogno»

Silvana Loreni

I salsesi l’hanno votato esprimendogli 2.300 preferenze ed eleggendolo così il personaggio dell’anno. E’ stato lui, il dottor Giorgio Morini, col suo impegno umanitario in Africa, il personaggio preferito dai suoi concittadini, come tredicesimo vincitore del 2017, nel concorso ideato da Vittorio Pezzani di Monte Kanate. E’ stato il sindaco Filippo Fritelli, a consegnarli il riconoscimento, insieme a Vittorio Pezzani, in diretta, nella sede dell’emittente radiofonica di Contignaco Piè di Via. Durante la diretta radiofonica, introdotta da Vittorio Pezzani, sono stati apportati contributi anche con collegamenti dal Kenya, dove il dottor Morini svolge volontariato.

Parole di elogio sono arrivate nei suoi confronti dalla presidente dell’associazione che sostiene i progetti in Kenya, Aziza Kombo e dal dottor Alessandro Parolari, già eletto personaggio salsese dieci anni fa. «Merita questo premio – hanno esclamato – per il suo grande cuore senza confini». Anche il parroco di Contignaco Piè di Via, don Renato Santi, ha elogiato l’opera del dottor Morini a favore dei più deboli, impartendo poi la sua benedizione. Il sindaco Filippo Fritelli, ha rivolto il grazie della città, al dottor Morini, «a cui – ha aggiunto il primo cittadino – ha trasmesso valori e noi saremo sempre al suo fianco, per sostenerlo».

Quindi Giorgio Morini, commosso, ha ringraziato per il tributo affettuoso dei suoi concittadini, spiegando quello che sta facendo in Kenya.

Professionista molto noto in città nel settore della odontoiatria, ha da tempo scelto di investire in una attività di volontariato e senza fini di lucro una consistente parte del proprio tempo, delle proprie energie e della propria preparazione scientifica. Morini ha scelto o meglio, per usare le sue stesse parole: “è stato scelto dall’Africa”. Il medico salsese infatti sta aiutando, tramite la costituzione di una fondazione intitolata “Grow with hope” , ovvero crescere con speranza, gli abitanti di un villaggio del Kenya tra Ukunda e Msambweni, nel distretto di Kwale, ad uscire dalla condizione di miseria e povertà. Lo scopo della fondazione, costituita con altri due italiani ed un keniota, è infatti quello di aiutare le popolazioni di quei luoghi a rendersi autosufficienti tramite la creazione un orfanotrofio con sei alloggi per famiglie bisognose, la costruzione di allevamenti di piccoli animali i cui proventi vengano reinvestiti nella fondazione stessa per mantenere gli orfani e le famiglie allestendo una sorta di circuito che si autofinanzi nel tempo, creando le condizioni per una certa stabilità economica.

Nonché la costruzione di un pozzo per consentire agli abitanti di dissetarsi e di provvedere all’igiene personale. Il risultato finale quindi sarà quello di consentire a questi ragazzi di potersi costruire un futuro e rimanere quindi nella loro terra di origine. In questi mesi anche tanti cittadini salsesi si sono mobilitati per questo progetto, contribuendo con iniziative, alla raccolta di fondi per sostenere l’attività della fondazione.

«La mia storia in Africa nasce nel 2012 - ha spiegato Morini - quando per la prima volta ho messo piede nell’Africa sub sahariana. Ho ceduto dopo diciotto anni di insistenze da parte della mia famiglia a visitare questi posti e poi ne sono stato conquistato immediatamente. La povertà che avevo potuto vedere e toccare con mano mi aveva “preso” e da quel momento il mio sogno era di poter fare qualcosa per loro. Pensavo di andare là allo scoccare della pensione, poi la mia famiglia mi ha aiutato a realizzare anzi tempo i miei progetti. Ho avuto la fortuna di conoscere sul posto famiglie meravigliose, i Kombo, i Beltramini, i Ruffoni , i Quintavalli che mi hanno aiutato a portare avanti un progetto che stava nascendo nella mia mente, ossia quello di creare un orfanotrofio per i bimbi soli. Nasce così Grow with hope nel 2016».

«Dopo diverse peripezie per trovare il terreno adatto allo scopo e per poter avere l’acqua potabile, ho incontrato Corrado Capradossi, che ci propone e ci dona una parte di un suo terreno ubicato a 600 metri di altitudine, a 45 chilometri a sud di Mombasa e dove aveva l’acqua potabile a 170 metri di profondità. Ecco, il posto lo avevamo trovato: adesso mancavano i soldi. Ero solo con la mia famiglia ad avere questo pensiero, ma Salso si è sempre dimostrata attenta e partecipe al bisogno altrui. Ne avevo avuto riscontro in una altra occasione, con la tipizzazione per Admo. Una serata fantastica con la partecipazione di tantissimi giovani. Così avevo iniziato a parlarne con alcuni amici salsesi e subito furono partecipi con grande coinvolgimento all’iniziativa. Insieme organizzammo un paio di cene benefiche e la città di Salso rispose alla grande. Oggi, dopo aver quasi ultimato la recinzione dell’area, ci apprestiamo ad iniziare le fondamenta per le abitazioni. E’ un sogno che si realizza. Colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente tutta la mia famiglia e la famiglia Sbuttoni del “Barachè” che si sono prodigate sin dal primo momento, per aiutarmi nel mio sogno».

Il dottor Giorgio Morini, intanto, è già pronto a ripartire per la sua Africa: là dove lo aspettano i suoi bambini poveri e là dove ormai batte per sempre una parte del suo grande cuore.

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