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Ambiente

Laminam, è sempre «guerra» a Borgotaro

04 febbraio 2018, 06:00

Laminam, è sempre «guerra» a Borgotaro

FRANCO BRUGNOLI

BORGOTARO Sul caso della ceramica «Laminam» di Borgotaro e quindi degli odori fastidiosi e molesti, emessi dalle ciminiere dello stabilimento valligiano, si è tenuto ieri un incontro, nella Biblioteca Manara, organizzato dal Comitato «L’Aria del Borgo». Motivo della riunione: un documento dell’Ausl, uscito nei giorni scorsi e presentato in consiglio comunale, nel quale si dichiara che, sulla base di dati ambientali e dei vari referti dei medici, «non esiste alcun rischio per la salute pubblica». Anzi si ipotizza, in un passaggio, che si tratti di un problema di «memoria olfattiva».

Questa spiegazione «non è plausibile» per il Comitato. L’incontro è stato coordinato dal presidente, Marco Cacchioli, cui ha partecipato, in veste di relatore, Daniele Uboldi, oltre ad alcuni residenti, che hanno esposto tutti i problemi connessi con queste emissioni. Secondo i relatori, mancherebbe, negli accertamenti dell’«Ausl» e di Arpae», «un metodo scientifico di indagine». «Noi oggi, in sintesi – ha spiegato il presidente – abbiamo contestato questa spiegazione, che, come ripeto, non ha fondamento scientifico, anzi abbiamo rilanciato la cosa, in quanto sono mesi che noi abbiamo istituito un “panel” di persone scelte (un gruppo campione, insomma) in base alla demografia, al luogo ove abitano ecc., che fungano, per così dire, da “cavia” o “test”, per quanto concerne appunto queste emissioni. Ciò, per porre in relazione, i sintomi con le cause». In parole più povere, quello che il Comitato ha voluto esprimere ieri pomeriggio, è stato il disappunto, che si trascìna da più di un anno e che avrebbe dovuto porre gli enti, «nelle condizioni di adottare tutte le procedure scientifiche del caso». «Questa risposta – ha spiegato Cacchioli – fornita dall’Ausl, non va in alcuna di queste direzioni». Vi sono state pure diverse testimonianze di persone e mamme, che hanno raccontato i problemi vissuti dai loro figli, in presenza di queste emissioni. Critiche anche sui filtri applicati: secondo il «Comitato», le 600 segnalazioni di odori e disagi, registrate in quattro mesi (settembre-dicembre 2017), certificherebbero, in modo certo, che «il reale abbattimento dei filtri a carboni attivi, è ben distante da quello promesso». L’auspicio è, a questo punto, che, con la buona volontà e la sinergìa di tutti, si possa raggiungere qualche risultato definitivo e soprattutto, rassicurante, per l’intera comunità. E’ ciò che in paese i cittadini sperano.

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