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SCUOLA

Istituto Porta, iscrizioni chiuse. Oggi un altro incontro

07 febbraio 2018, 06:03

Istituto Porta, iscrizioni chiuse. Oggi un altro incontro

LUCA MOLINARI

Quella di ieri è stata una giornata amara per le famiglie degli alunni dell’istituto Porta. Le iscrizioni al prossimo anno scolastico si sono ormai chiuse, ma il futuro della storica scuola cittadina di via Brigate Julia, gestita dalle suore Domenicane della beata Imelda (congregazione con cui si sono fuse le Luigine nel 2002) appare ancora incerto. Al momento infatti, non sembrano emergere sostanziali novità in merito alle trattative in corso. «Aspettiamo risposte certe sulla trattativa entro lunedì, altrimenti ci riterremo liberi di iscrivere i nostri figli in altri istituti» aveva dichiarato venerdì Radwan Khawatmi, rappresentante del comitato dei genitori dell’istituto scolastico Porta, in prima linea contro l’annunciata chiusura della scuola. Un ultimatum a cui le suore imeldine hanno risposto fissando un incontro con i genitori nel tardo pomeriggio di oggi. «Speriamo di ricevere risposte chiare e concrete - dichiara Khawatmi - purtroppo i nostri timori legati ai tempi della trattativa si sono rivelati fondati. Siamo davvero stanchi e sfiduciati, un eventuale accordo arriverà fuori tempo massimo, dato che le iscrizioni al prossimo anno scolastico sono terminate oggi (ieri per chi legge ndr)». Nel frattempo gli studenti dell’istituto Porta si sono già iscritti ad altre scuole. Molti di loro hanno scelto quelle pubbliche presenti nel quartiere, nell’attesa di conoscere il futuro dell’istituto. Se le trattative in corso dovessero concludersi positivamente, le famiglie potranno comunque decidere di iscrivere i propri figli alla scuola delle suore imeldine.

E’ però innegabile che un ulteriore allungamento dei tempi provocherebbe altro malcontento tra i genitori. Le tre condizioni fondamentali per confermare le iscrizioni, per i genitori, sono quelle dichiarate fin dall’inizio delle trattative. «Deve restare una scuola d’ispirazione cattolica - spiega Khawatmi - deve essere mantenuto il corpo docente, compreso il preside (si tratta di una quarantina di posti di lavoro ndr ) e l’attuale struttura».

L’atmosfera che si respira tra i genitori è incandescente. «Si tratta di una situazione inaccettabile - attacca Khawatmi -. Siamo sul piede di guerra. Le continue promesse non mantenute creano disagio e frustrazione. Anche i bambini si sono accorti di quello che sta accadendo e ci chiedono se l’anno prossimo torneranno nella loro scuola assieme ai propri compagni».

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