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Pizzarotti: «Impegno nazionale? Finito il mandato non escludo nulla»

12 febbraio 2018, 06:03

Pizzarotti: «Impegno nazionale? Finito il mandato non escludo nulla»

FRANCESCO BANDINI

Formalmente non si chiamerà «Partito dei sindaci», anche se da tutti è già indicato con questa espressione. Di sicuro, però, vuole essere un partito vero e proprio e non una semplice rete di amministratori locali che hanno deciso di parlarsi fra di loro. Il nome di questo nuovo soggetto politico, almeno per il momento, sarà «Italia in Comune» e ieri a Roma ha visto l'avvio della propria fase costituente e la nomina dei propri vertici. Due i coordinatori nazionali designati, uno dei quali è il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, già protagonista dell'incontro preparatorio svoltosi sempre nella capitale lo scorso dicembre. L'altro coordinatore è il primo cittadino di Cerveteri Alessio Pascucci.

Un partito, quello che sta nascendo, che aspira a partecipare già alle prossime elezioni amministrative di maggio e sicuramente alle regionali del 2019, quando si voterà anche in Emilia Romagna. E Pizzarotti, che ha già spiegato di voler portare fino in fondo il proprio secondo mandato da sindaco, guarda a un successivo impegno politico a livello nazionale con il nuovo partito di cui è uno dei leader: «Ho sempre detto di non voler sovrapporre nulla all'impegno politico locale, ma per il futuro non escludo niente. Per il momento, però, quello che conta è dare gambe a questo nuovo soggetto».

Per strutturarlo, ieri a Roma c'è stata la nomina, oltre che dei coordinatori nazionali, anche in quelli regionali, che sono tutti sindaci. All'incontro c'erano i rappresentanti di 400 amministratori locali di tutt'Italia, espressione di liste civiche, fra cui anche due ex sindaci 5 stelle cacciati dal movimento di Grillo, quello di Quarto e quello di Gela. Si è anche proceduto alla definizione di tre tavoli di lavoro che si occuperanno di mettere a punto, rispettivamente, lo statuto del nuovo partito, i valori di riferimento e i requisiti per la candidabilità di coloro che saranno messi in lista. Anche il programma deve ancora essere elaborato, ma già da ora sono state individuate tre linee guida: sarà un partito europeista, fondato sulla competenza e che avrà come proprio faro la Costituzione.

Tra i valori che lo statuto dovrà contemplare, Pizzarotti indica «l'occupazione, il lavoro, la qualità e la salvaguardia dell'ambiente, la difesa delle nostre tante eccellenze territoriali». Detto questo, il primo cittadino spiega che «all'Italia manca un partito dove al centro viene messa la competenza e il pragmatismo degli amministratori locali, gli unici veri politici ad avere ancora un contatto diretto con i cittadini e con il territorio. Un partito che guardi all'Europa come alla casa di tutti noi, ma che al tempo stesso sappia tutelare i diritti e le libertà degli italiani».

«Stiamo lavorando – spiega l'altro coordinatore nazionale, Pascucci – a una nuova classe dirigente che partendo dall'esperienza amministrativa dei territori possa ambire a governare il Paese». Gli fa eco Pizzarotti: «Serve concretezza, competenza e capacità di dire anche cose scomode e impopolari: tutte caratteristiche che una politica debole ha perso, concentrata com'è sui proclami e poco sulla sostenibilità delle proposte. Ciò che vogliamo è iniziare a entrare nelle istituzioni, portando le persone giuste e le tematiche legate alla competenza».

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