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BABY GANG

Poliziotti e vigili: ragazzi sotto stretta sorveglianza in via Cavour

18 febbraio 2018, 06:03

Poliziotti e vigili: ragazzi sotto stretta sorveglianza in via Cavour

Laura Frugoni

«Ma cos'è successo?» I meno timidi s'avvicinavano a chiederlo ai poliziotti, mentre la maggioranza dei passeggiatori del sabato ce l'aveva stampata in faccia, la domanda. Come un fumetto invisibile.

Piazza Garibaldi zeppa di pantere e divise fin dal primo pomeriggio. C'erano i banchetti elettorali in via Mazzini, anche Casa Pound «svolatinava». Si temevano scintille? Acqua acqua. Sotto stretta sorveglianza, ieri pomeriggio, c'era soprattutto la vasca dei ragazzini, anzi dei «ragazzacci»: quelli che se li chiami baby gang in molti scuotono la testa, ma da quello che hanno combinato in centro ultimamente trovare un nome che metta tutti d'accordo risulta un'impresa non facile.

Il cestino sparato contro la vetrina di Pepèn ha sollevato un gran clamore, e ieri pomeriggio i poliziotti hanno fatto un salto anche nel tempio della carciofa. «Il titolare verrà a fare denuncia, dovrebbe esserci qualche immagine interessante», chiosa il dirigente delle Volanti, Pasquale Cusano, che coordina le pattuglie.

L'intento dell'operazione è chiaro: si voleva lanciare un segnale visibile specie contro quei giovanissimi teppisti che si considerano imprendibili e «intoccabili» anche in ragione delle loro verde età. Otto le pattuglie impegnate tra agenti delle volanti e della municipale, con loro anche i colleghi del reparto prevenzione crimine arrivati appositamente da Reggio Emilia. Diciotto uomini in divisa sguinzagliati nel cuore cittadino. Non solo poliziotti: avvistate pure le gazzelle dei carabinieri a fendere la vasca di via Cavour, e non certo per caso.

IL TAM-TAM VIA WHATSAPP

Che panorama hanno trovato? Sicuramente meno affollato del solito. «Ci sarà un trenta per cento in meno di ragazzi, e i più terribili non si sono visti», confida una divisa che molte di quelle facce imberbi le conosce a menadito. E sa anche strategie e furbizie dei ragazzi terribili: è bastato avvistare le prime pattuglie e sono scattati i messaggi dei gruppi su WhatsApp. «C'è la pula, alla larga».

«Ma non bisogna nemmeno generalizzare troppo: tra i ragazzi che oggi pomeriggio vedi in via Cavour ci sono anche i nostri figli», riflette un ispettore municipale che tiene ai distinguo.

Ogni sabato in questa strada e nei borghi limitrofi si riversa una fiumana di giovanissimi: millecinquecento ragazzi, cioè un esercito. I tipi che le forze dell'ordine non esitano a definire pericolosi non sono più di una trentina. Ma appartengono a quella categoria di «bulli» e «capetti» a cui piace dettar legge, far proseliti e all'occorrenza trascinare anche altri coetanei nei loro pomeriggi opachi. «I commercianti si lamentano: entrano nei negozi in branco e quando sono usciti regolarmente è sparita della merce. Oppure organizzano piccoli giri di spaccio tra i coetanei».

SPALLUCCE E RISATINE

In via Dante i poliziotti fermano per un controllo alcuni ragazzi, bicchieri di vino in mano e sguardi obliqui. Gli amici si fermano qualche passo indietro a guardare: confabulano, ridacchiano. In via Cavour verso le 18 la bolgia è fitta. Molte anche le teenager, ma la maggioranza è nettamente maschile. Braghe larghe, cappellini da basket e aria da duri, l'età media viaggia sui sedici anni. Da dove arriva quest'alta marea? «Il quaranta per cento sono di Parma, gli altri sbarcano con le corriere. Da Sorbolo, Langhirano, Viadana...».

NON SOLO REPRESSIONE

Una vigilessa si ferma a parlare con diversi gruppi: questa volta non vedi occhiate insofferenti, si vede che la rispettano, si fidano di lei. «Li conosce tutti per nome. Il lavoro che fa è molto prezioso, è importante creare un ponte. Il mondo giovanile è complesso, bisogna lavorare soprattutto sulla prevenzione. Per questo seguiamo diversi progetti, anche con i centri giovani».

BARRICATI NEL NEGOZIO

Il sabato pomeriggio è ancora lungo. Andrà tutto bene questa volta? Di fronte a questo spiegamento di divise il margine di manovra risulta parecchio ridotto per chi è in vena di far danni. Qualcuno, tuttavia, ci prova lo stesso.

Nel negozio della Napapijri in via Mistrali sul tardi succede qualcosa: due ragazzi di origine magrebina vogliono entrare a tutti i costi, quelli del negozio si chiudono dentro: quei due li conoscono bene, sono della risma che porta grane. Arrivano i carabinieri e l'allarme rientra.

Che succederà sabato prossimo? «Noi il servizio lo facciamo sempre - dicono i vigili - è chiaro che quando il Parma gioca in casa per forza di cose siamo di meno...».

Tutti d'accordo sull'importanza di «far vedere che ci siamo», come pure sulla necessità di isolare i tipi che piegano pericolosamente sulla via della delinquenza. Monitorare i ritrovi e spostamenti: «Prima erano in piazzale Borri, adesso bazzicano dalle parti del Vescovado, in borgo Serena, via Mistrali... Si spostano in continuazione, non è facile stargli dietro. E comunque molti di loro li conosciamo. Anche quelli che hanno rotto la vetrina di Pepèn: pensiamo di avere capito di sono».

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