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Caso Laminam: Oggi l'incontro al tavolo tecnico senza il comitato

22 febbraio 2018, 06:01

È convocato nella giornata di oggi a Parma un tavolo tecnico per discutere del «caso Laminam»: un momento di confronto fra le parti per comparare e fornire informazioni sull’evoluzione dell’attività di monitoraggio iniziata attraverso il panel di rilevazione avviato da Arpae e Ausl. Nell’annunciare lo svolgimento dell’incontro, il sindaco Diego Rossi aveva dichiarato attraverso un’emittente locale come il Comitato Aria del Borgo ed i consiglieri comunali di minoranza non intendessero prendere parte al tavolo, al quale parteciperà anche l’assessore regionale all’ambiente Paola Gazzolo. Affermazione che il comitato smentisce. Intanto è apparsa sui social una lettera indirizzata all'Ausl nell'aprile scorso dai medici di base di Borgotaro, preoccupati per le troppe segnalazioni di sintomi che sembrano legati alle emissioni maleodoranti. In proposito, ieri è intervenuto il dirigente dell'Ausl Pirondi.

Il comitato
«Il comitato non ha rifiutato di partecipare al tavolo tecnico tout court – chiarisce Marco Cacchioli, presidente del sodalizio –, bensì abbiamo solamente chiesto di posticiparlo per metterci nelle condizioni di leggere i documenti all’ordine del giorno prima dell’incontro, poiché altrimenti diventa molto difficile, se non impossibile, apportare un contributo costruttivo al tavolo tecnico: siamo stati infatti avvisati con pochissimo anticipo. Inoltre, la proposta di posticipare non arriva solo dal Comitato, ma anche dal circolo locale di Legambiente, che ha condiviso le nostre richieste, così come dalla minoranza consiliare. Nello specifico, abbiamo poi chiesto risposte puntali alle domande tecniche contenute nelle interrogazioni presentate in consiglio comunale a partire dal novembre 2017, in particolare sulle sostanze sprigionate dalla combustione come l’acroleina, ed abbiamo fatto presente come l’attività di monitoraggio tramite panel, proposta in sede di tavolo tecnico il 18 settembre 2017, è partita da due settimane senza che ci sia stata preventivamente fornita la documentazione necessaria a valutarla. Da parte nostra dunque – conclude Cacchioli a nome del Comitato – nessuna chiusura, ma semplicemente la volontà di partecipare con cognizione di causa a questo tavolo tecnico: e proprio perché a noi sta a cuore la verità, nei giorni scorsi abbiamo inviato una lettera al Prefetto per chiedere di intervenire sul problema e verificare che l’operato degli enti preposti sia conforme all’interesse primario del diritto alla salute dei cittadini di Borgotaro».

La minoranza
Dello stesso avviso i consiglieri di minoranza, disposti a prendere parte se l’ordine del giorno verrà trasmesso con congruo anticipo e se verranno date risposte alle interrogazioni tecniche presentate, in modo da poter giungere preparati all’importante incontro.

Appello dei medici
«Come medici di medicina generale e pediatri di libera scelta inseriti nel tessuto sociale, in contatto quotidiano con i pazienti, continueremo la nostra azione di collaborazione, monitoraggio e trattamento, anche se con poche armi a disposizione, ma riteniamo indispensabile accelerare ed attuare in tempi rapidissimi tutte le azioni necessarie per risolvere il problema, prima che la situazione precipiti e diventi cronica ed insanabile». Così si conclude il documento (mai divulgato ufficialmente) sottoscritto da parte dei medici di base e dei pediatri di comunità di Borgotaro indirizzato ai dirigenti dell'Ausl in merito alla situazione dei sintomi irritativi ed infiammatori riscontrati nella popolazione del comune, e da molti connessi alle emissioni puzzolenti che da tempo si avvertono in valle. Una sorta di bilancio: attraverso questa lettera, redatta sui dati del periodo intercorso fra il 25 marzo e il 7 aprile dello scorso anno (che aveva registrato un picco di 60 segnalazioni in due settimane), i professionisti esprimevano la propria motivata angoscia per la situazione venutasi a creare in Valtaro. Ed il quadro delineato dai medici non sembra migliorato guardando ad oggi: tutti i firmatari annunciano infatti una nuova lettera per i prossimi giorni, che non si discosterà di molto dalla precedente

600 segnalazioni
Dal documento dell'aprile scorso si evince come fossero oltre 60 le persone le quali, nel solo lasso di tempo riportato, avessero segnalato disturbi alla salute, a fronte delle circa 300 che nei due mesi precedenti (e 600 ad oggi, ndr) avevano presentato la «cute del volto secca o arrossata con possibili dermatiti, bruciore oculare, naso secco con episodi di epistassi, gola arrossata o iperemica, tosse secca e difficoltà respiratorie con crisi asmatiche nei casi più marcati, nausea, cefalea, tachicardie». Si era inoltre registrato «un incremento di segnalazioni, telefonate, visite e interventi terapeutici per casi che avevano presentato tutti la stessa sintomatologia», ossia «fenomeni irritativi e infiammatori del volto e delle prime vie aeree e digerenti e malesseri generali». I sintomi, sostengono i medici, potevano avere avere intensità variabile e sono comparsi sempre in presenza di odori molesti.

I disturbi
«Tali disturbi sono compatibili con l’inalazione di sostanze chimiche ad azione irritante, anche se non sappiamo di preciso quali sostanze siano rilasciate in atmosfera – proseguiva la lettera –; la situazione si accompagna e determina un grande stato ansioso, compromettendo il benessere psico-fisico di una fetta rilevante della popolazione valtarese»: per questo, i firmatari della lettera sottolineavano la propria preoccupazione poiché già una famiglia aveva scelto di abitare altrove e più ditte manifestavano forti disagi dei loro dipendenti, sintomo di una situazione difficile. Oggi le famiglie che hanno lasciato il paese sono salite a cinque.

Il dirigente dell'Ausl
«La relazione in questione, a me inviata, si riferisce ad un periodo antecedente la sospensione dell’attività dello stabilimento per montare i nuovi filtri ed apportare le necessarie migliorie – spiega Gianluca Pirondi, direttore del distretto sanitario Valli Taro e Ceno –; inoltre, il documento venne sottoscritto dietro specifica richiesta per comprendere lo stato delle cose. Ricordiamo che è attivo un preciso accordo di monitoraggio sottoscritto dalla Direzione di distretto con i medici di base, il quale permette di valutare la situazione in maniera costante per mettere in atto le corrette operazioni e cercare di capire cosa realmente accade: grazie ai report che ricevo ogni mese, ci è possibile prendere le iniziative necessarie in difesa della salute dei cittadini». I dirigenti della Laminam, interpellati dalla Gazzetta, non hanno invece rilasciato dichiarazioni.

Il comitato «Aria del Borgo»

Per portare avanti indagini indipendenti, intanto, il Comitato ha finanziato il posizionamento di una stazione meteo Oregon professionale all’ingresso di Borgotaro provenendo da Albareto, ed un’altra centralina sulla riva sinistra del Taro, nelle immediate vicinanze dello stabilimento, per rilevare composti organici volatili: «i dati emessi sono pubblici ed in un suo recente lavoro anche Arpae ha usufruito della nostra centralina meteorologica» spiega il dottor Daniele Uboldi, chimico, da tempo impegnato a Borgotaro sul fronte della qualità dell’aria. È previsto inoltre per domani alle 15, nell’auditorium Mosconi a Borgotaro, il convegno dal titolo «Inquinamento e salute – come tutelare i cittadini», promosso dall’associazione «Per il futuro delle nostre valli» con la partecipazione del comitato «L’aria del Borgo» per fare chiarezza sul caso Laminam. Fra i numerosi relatori che prenderanno parte all’incontro pubblico sarà presente anche Uboldi, critico nei confronti del panel adottato come metro di valutazione del problema delle emissioni maleodoranti da Ausl e Arpa: «Il panel rientra nelle proposte che, come Comitato, abbiamo formulato dal momento in cui le molestie odorigene si sono manifestate: nella mia relazione insisterò prevalentemente sul panel come strumento conforme alla legge 152 del 2006 ed alle linee guida della regione Lombardia, che ne fanno un mezzo di valutazione dell’intensità dell’odore. Quanto la Giunta regionale lombarda lo ha licenziato è divenuto il punto di riferimento nazionale per tutti coloro che intendono fare indagine olfattometriche: spiace molto che invece Arpae e Ausl, nonostante gli impegni assunti con noi al tavolo tecnico, abbiano concepito una procedura che si distanzia notevolmente dalle citate linee guida e da quanto è stato da noi sostenuto, al punto da snaturare la ricerca. Oltretutto, il panel concepito da Ausl e Arpae si basa su un gruppo ristretto di persone, facendo sì che vengano esautorati molti cittadini che avevano effettuato segnalazioni. Tecnicamente, poi, è un nonsense, in quanto priva la ricerca della possibilità di un confronto tra i dati forniti dalla popolazione e le risultanze provenienti da un campione selezionato di persone, quale è il panel. Quindi – sostiene Uboldi – il procedimento applicato non è né risolutivo, né scientificamente corretto, in quanto è soltanto una semplificazione di un ben più vasto programma». r.c.

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