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Iren

Cartelle pazze per 2.300 parmigiani

01 marzo 2018, 06:00

MONICA TIEZZI

Cartelle pazze da Iren: tanti parmigiani sono alle prese con solleciti per bollette di luce e gas, e relative more, in realtà pagate. E da tempo. Un pasticcio che sta mettendo in allarme migliaia di utenti, e che sarebbe stato causato da un errore informatico.

Un «clic» sbagliato sulla tastiera ha fatto partire, mercoledì 21 febbraio, «solleciti ordinari su 3.128 contratti Iren Mercato corrispondenti a 2.060 clienti, di cui 2.030 residenti in provincia di Parma - recita un comunicato di Iren - Purtroppo, a causa di un errore informatico, sono stati inclusi 2.320 contratti che risultano avere domiciliazione bancaria attiva, e quindi pagati».

Tirando le somme, il sollecito - probabilmente dovuto - sarebbe dovuto partire solo per poco più di 800 utenti, mentre invece sono stati spedite altre 2.300 lettere a parmigiani perfettamente in regola con i pagamenti.

«Due lettere che reclamavano il pagamento di bollette risalenti alla fine del 2016, con allegati i bollettini, mi sono arrivate venerdì 23: una relativa al gas e una relativa alla luce, per un totale di oltre 300 euro - dice uno dei parmigiani destinatari delle missive da Iren - Ho subito chiamato il numero verde, certo di essere nel giusto, visto che ho la domiciliazione bancaria da anni. Mi è stato risposto che si trattava di un disguido informatico, che stavano ricevendo altre lagnanze in proposito, e di non tenere conto della lettera». L'uomo però, prima di chiudere la «pratica», ha richiesto che Iren gli inviasse via email l'estratto conto dal quale risulta la correttezza dei pagamenti. «Non si sa mai», commenta.

Più o meno la stessa cosa è avvenuta a un commerciante cittadino, che ha ricevuto la lettera lunedì.

«Il presunto mancato pagamento faceva riferimento al novembre 2016: 295 euro che, con la mora, arrivavano a oltre 320. Sono subito andato a controllare fra i documenti di casa e il pagamento, come ricordavo, era stato regolarmente fatto». Anche in questo caso telefonata ad Iren: «Mi hanno spiegato che di queste lettere ne erano state spedite tante, per errore. “La stracci pure e la dimentichi”. Una risposta tutto sommato poco rispettosa», dice il commerciante. Che fa notare come, per tanti utenti «incolpevoli», recuperare le ricevute di pagamento e dimostrare di essere in regola sia una scocciatura non da poco. «Ho una cliente che ha ricevuto lo stesso sollecito. È anziana e malata e, con questo freddo, è dovuta andare in banca e perdere mezza mattinata. Era su tutte le furie», dice il commerciante.

Iren, da parte sua, «si scusa dell'errore e del disagio arrecato agli utenti: di norma, coloro che hanno la domiciliazione della bolletta in banca non hanno motivo di preoccuparsi - spiega un comunicato dell'azienda - Tuttavia telefonando al numero verde del servizio clienti indicato nella bolletta sarà possibile, per chi eventualmente lo desideri, chiarire la propria posizione».

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