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Noceto

«Mance per spalare la neve». Polemica sui migranti

03 marzo 2018, 06:00

MARIAGRAZIA MANGHI

NOCETO Hanno «bucato» la scuola: vedendo la neve scendere copiosamente, sono rimasti a casa e a metà mattina hanno pensato di andare a offrire un servizio per liberare cortili, marciapiedi e vialetti di accesso alle case di Noceto. Dopo aver acquistato pale e badili, alcuni giovani nigeriani richiedenti asilo l'altra mattina hanno preso l’iniziativa, proponendosi per qualche lavoretto forse per guadagnare qualche euro.

«Possiamo dare una mano?» avrebbero chiesto, incrociando nocetani impegnati a togliere la neve da strade e cortili. Ma non sembra che il servizio da loro offerto abbia ottenuto un significativo gradimento: anzi, in men che non si dica, la segnalazione è arrivata agli uffici comunali. Non è chiaro nemmeno se la prestazione fosse a offerta o sulla base di una tariffa precisa.

LA SEGNALAZIONE

Lory Ayrton Tedeschi alle 14 ha pubblicato un messaggio sul profilo facebook di Fabio Fecci. «A questo proposito – ha scritto riferendosi alle dichiarazioni del sindaco di Noceto sulla difficoltà di impiegare i profughi in lavori volontari socialmente utili – volevo far presente che i profughi nella giornata odierna stanno passando per le case a offrire la pulizia di cortili e marciapiedi… naturalmente a pagamento… Loro sì che hanno capito tutto».

Anche alla signora sembra che i ragazzi abbiano offerto di ripulire il cortile, in cambio di una mancia. Lei ha precisato di non aver denaro, e non se n'è fatto nulla.

Il tema dei migranti e del loro inserimento è delicato, ma a Noceto rispetto alla loro presenza non si sono verificati episodi di manifesta intolleranza e i nigeriani non sono stati protagonisti di azioni illegali. Fino alla prima nevicata. A loro, infatti, per legge non è consentito di essere impiegati in lavori a fronte di un compenso. Sul tema, la popolazione è divisa.

Per qualcuno l’iniziativa rientra tra i «peccati veniali», ricorda un tempo in cui come comunità ci si dava una mano. Altri invece sostengono che i ragazzi avrebbero dovuto presentarsi in municipio, per dare man forte alle squadre impegnate in questi giorni per la collettività. E' di questa opinione anche il primo cittadino.

LA POSIZIONE DI FECCI

«Saputo dell'iniziativa, abbiamo  riferito alla cooperativa Biricca che è intervenuta, facendo sì che venisse sospesa ogni azione - ha spiegato Fabio Fecci –. Mi sono battuto perché i ragazzi riprendessero l’attività lavorativa socialmente utile sospesa con decisione unilaterale in novembre. Le leggi non prevedono obblighi, ma credo valga un principio di reciprocità tra l’ospitato e l’ospitante. E che ciò possa favorire l'integrazione. Mi chiedo perché i ragazzi non abbiano dato la disponibilità ad affiancarci nella pulizia della neve, proponendosi invece ad alcuni cittadini dietro richiesta di un piccolo compenso, ovviamente in “nero”? Auspico maggiori controlli da parte della cooperativa che li gestisce e che ne ricava indubbi profitti e che venga siglato il più presto possibile fra Comune e Biricca quel protocollo nel quale, oltre ai diritti dei richiedenti asilo, sia sancito anche il dovere dei lavori socialmente utili».

LA COOPERATIVA

«Siamo stati avvisati immediatamente – ha confermato Vittoria Larini, referente per la cooperativa Biricca del progetto di accoglienza –. Abbiamo tenuto una riunione con i ragazzi, ribadendo quello che si può e quello che non si può fare. Proprio in questi giorni, la cooperativa e il Comune hanno ripreso il dialogo per concordare un nuovo protocollo che impegna i ragazzi a lavorare alla pulizia delle strade come hanno fatto ad esempio dopo il Carnevale».

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