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BRESCELLO

Piena dell'Enza: piano di emergenza promosso

14 marzo 2018, 06:00

Andrea Vaccari

BRESCELLO Per un attimo la mente è ritornata a quella mattina di tre mesi fa, quando il risveglio venne turbato dall'Enza in piena che aveva fatto delle vie di Lentigione il suo nuovo letto. Ma questa volta, dopo qualche ora di apprensione, l'allarme è rientrato e un nuovo pericolo è stato scongiurato.

Il livello dell'Enza al ponte di Sorbolo si è fermato alla quota di 10 metri e 85 centimetri, a soli 15 centimetri dagli 11 metri che ne impongono la chiusura: nonostante la situazione sia sempre stata sotto controllo – senza elementi che potessero far pensare a un ripetersi dei livelli di tre mesi fa, quando il torrente sfiorò i 12,50 metri – le autorità preposte non hanno lasciato nulla al caso.

Applicando le misure dal piano approvato nelle scorse settimane, i commissari di Brescello hanno fatto rispettare le norme di sicurezza necessarie in questi casi. Nonostante la situazione non presentasse pesanti elementi di criticità, rispetto alla piena di dicembre l'emergenza è stata affrontata con spirito del tutto diverso: a scopo precauzionale i residenti al piano terra e i disabili sono stati fatti evacuare, e per le 35 persone che non disponevano di un piano superiore è stata messa a disposizione la palestra di Poviglio.

Nella notte tra domenica e lunedì, però, nessuno ha voluto usufruire di questo riparo, preferendo trovare una sistemazione autonoma presso amici o parenti.

Solo un anziano con problemi di deambulazione è stato trasferito per la notte in casa di riposo. Sempre a scopo precauzionale, lunedì mattina è rimasta chiusa la scuola materna di Lentigione, tornata poi subito operativa a partire da ieri.

Una delle novità più importanti rispetto alla piena di dicembre è stata l'introduzione del sistema di allerta che ha permesso di inviare ai cittadini 1545 mail e 440 sms di aggiornamento della situazione, in un contesto nel quale sono stati chiamati a operare a supporto di Aipo e delle istituzioni circa 50 volontari di protezione civile e 40 agenti di polizia municipale.

Per evitare brutte sorprese e non farsi cogliere impreparati, i volontari in questa occasione hanno riempito circa 3500 sacchetti di sabbia.

La grande paura dei lentigionesi era legata, in particolare, alle condizioni dell'argine che il 12 dicembre venne in parte abbattuto dalla violenza dell'acqua. Il manufatto è stato ricostruito a tempo di record ma la sua terra è ancora molto fresca e difficilmente potrebbe reggere a un'ondata di piena imponente come quella di tre mesi fa.

Al momento l'argine resta telonato e gli servirà ancora qualche settimana per potersi consolidare del tutto. Con questa emergenza in via di archiviazione, l'attenzione dei lentigionesi va ora alla compilazione dei moduli per la ricognizione dei danni, da consegnare entro il 6 aprile.

Questa mattina al centro sociale della frazione aprirà il punto d'ascolto per i cittadini, che avranno a loro disposizione impiegati comunali che li assisteranno nell'espletamento di queste pratiche burocratiche.

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