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ABUSO D'UFFICIO

«Pasimafi» e le nomine in ospedale: le inchieste che hanno travolto Borghi

15 marzo 2018, 06:02

GEORGIA AZZALI

Si era dimesso dieci mesi fa, dopo una settimana di rivelazioni sullo scandalo «Pasimafi», l'operazione del Nas che aveva fatto venire alla luce l'intreccio tra medici e case farmaceutiche a suon di mazzette. Nessuna tangente contestata all'ex rettore Loris Borghi, ma l'accusa di abuso d'ufficio per aver pilotato il concorso di Massimo Allegri, il pupillo di Guido Fanelli, l'ex numero della 2ª Anestesia del Maggiore rimasto ai domiciliari per cinque mesi. L'indagine è stata chiusa lo scorso gennaio: 87 gli indagati e 16 le aziende nel mirino. A breve i pm Giuseppe Amara e Paola Dal Monte metteranno nero su bianco la richiesta di rinvio a giudizio.

A far finire sotto accusa Borghi, una serie di telefonate intercettate con Fanelli. E' Borghi che nel giugno del 2015 chiama l'allora primario della 2ª Anestesia, lui non risponde, ma subito dopo richiama. E il rettore riferisce: «... mi è venuta voglia di fare un blitz, il blitz si chiama Massimo Allegri». Il ricercatore che sarà trasferito in pianta stabile all'Università di Parma. Bisogna «chiamarlo - dice il rettore a Fanelli -. Cioè in modo che lui sia qua, non più semplicemente in virtù della Gelmini (la legge Gelmini, ndr), ma sia trasferito». E Fanelli approva entusiasta: «Esatto!». Poi Borghi sottolinea: «Definitivamente all'Università di Parma!».

Il rettore dà anche indicazioni al primario su cosa dire ad Allegri, in modo che contatti il dirigente del Personale, ma spiega anche che il consiglio d'amministrazione deve essere d'accordo per fare andare avanti il trasferimento. E l'operazione - illegittima, secondo gli inquirenti - va in porto.

Ma «Pasimafi» non era l'unica indagine che aveva riguardato l'ex rettore. Secondo la procura, infatti, Borghi avrebbe avuto un ruolo nelle nomine di Tiziana Meschi alla guida del reparto di Medicina interna e Lungodegenza critica, nel febbraio 2014, e subito dopo a capo del Dipartimento medico geriatrico riabilitativo. Un nome che l'allora rettore avrebbe «imposto», invece di astenersi, dal momento che - secondo gli inquirenti - i due erano conviventi. Sia Borghi che Tiziana Meschi hanno sempre smentito la relazione, parlando di un rapporto professionale e di stima che andava avanti da più di trent'anni, fin da quando lui era il prof in cattedra e lei l'allieva.

Ma quelle nomine sono costate a Borghi un'altra accusa di abuso d'ufficio. A gennaio il pm Umberto Ausiello aveva chiesto il rinvio a giudizio per l'ex rettore, e l'udienza preliminare era stata fissata per il 10 aprile. Un appuntamento vicino. La prima volta (da imputato) in un'aula di giustizia, ammesso che decidesse di partecipare. Ma forse fin dallo scorso maggio - quando tutto si è sgretolato improvvisamente - qualcosa si era spezzato.

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