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Albania, opportunità per l'Italia. Anche Parma c'è

15 marzo 2018, 06:00

PATRIZIA GINEPRI

Rispetto agli anni Novanta lo stereotipo è del tutto ribaltato. Oggi l'Albania è un Paese che offre opportunità: tra residenti e pendolari sono oltre 20mila gli italiani che hanno un business stabile a Tirana e dintorni. Il motivo? I vantaggi competitivi offerti, in termini di opportunità, investimenti e commercio.

Ad esempio, la vicinanza geografica, la grande diffusione della lingua italiana nel Paese, la posizione geo-strategica di rilievo al centro del Mediterraneo e vicina ai mercati dell'Ue e dei Balcani, la disponibilità di manodopera - anche qualificata - a costi contenuti, la tassazione favorevole alle imprese. E ancora, la stabilità politica, il processo di riforme strutturali, una popolazione particolarmente giovane (circa il 45% degli abitanti è under 30) . Attualmente, tra i settori chiave per gli investitori italiani in Albania spiccano: energia green tech e ambiente, agroindustria, infrastrutture.

Anche Parma ci sta provando, nonostante i numeri dell'export restino al momento contenuti. Nei primi 9 mesi del 2017 (ultimi dati Istat disponibili) il valore complessivo delle esportazioni sfiora i 20 milioni di euro. Ci sono, tuttavia, differenze sostanziose tra i diversi settori. Nel periodo considerato sono in aumento le esportazioni dei prodotti alimentari (7,6 milioni +10,3 %), prodotti in metallo (5,4 milioni +1,3%), prodotti farmaceutici (1,2 milioni +25,5%). Piccoli numeri ma in forte aumento per il settore tessile abbigliamento, numeri in calo per i prodotti minerali non metalliferi, carta, mobili e auto.

Con «Verdi nel Mondo» ideato da Sinapsi Group è stata promossa, alla fine del 2017, una kermesse, a cui hanno preso parte una delegazione di imprese e partner istituzionali: tappa a Tirana per creare uno scambio sulla cultura del cibo, ma anche incontri b2b.

«L'ottimismo e lo slancio di un futuro in costruzione, qui rivivo i miei anni Settanta» racconta un settantenne originario di Prato che vive stabilmente a Tirana dal 2007. Nella capitale albanese fa l'editore: ha fatto tradurre Guareschi e Pirandello e ha fondato anche il primo Lyons Club. Anche il settore ittico parmense ha basi solide in Albania. «Nel 1997 abbiamo aperto uno stabilimento di sfilettatura e confezionamento vicino a Tirana - spiega Roberto Sassoni dg della Rizzoli Emanuelli - da enorme spazio aperto oggi è diventato uno stabilimento all'avanguardia. In Albania è cambiata la mentalità, il paese ha risorse importanti ed è vicino. Nel 2015 abbiamo aperto una seconda unità produttiva». Anche la Zarotti ha fondato una società in albania nel 1996. «Oggi Poseidon (è il nome della società albanese ndr) è diventato il principale stabilimento produttivo del nostro gruppo - spiega l'amministratore unico Giovanni Palmieri - e ha acquisito tutte le varie certificazioni europee. L'investimento fatto 22 anni ha dato il giusto contributo alla crescita della nostra società».

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