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Bologna

E' parmigiano il progetto delle nuove Fiere

15 marzo 2018, 06:00

È stato presentato ieri nell'ambito della conferenza stampa Cersaie tenutasi alla Triennale di Milano, il progetto di riqualificazione e ampliamento del quartiere fieristico di Bologna. Autore del progetto è lo studio di architettura Di Gregorio Associati di Parma, con la progettazione strutturale dell'ingegner Massimo Majowiecki e la consulenza scientifica del professor Aurelio Galfetti, maestro dell'architettura ticinese.

«Negli anni Sessanta la Fiera di Bologna, tra i poli fieristici più antichi e importanti d'Italia, venne trasformata dagli architetti Benevolo, Giura Longo e Melograni, chiamati a rispondere alla rinnovata spinta internazionale del tempo», racconta l'architetto Francesco Di Gregorio, già progettista del padiglione Cibus a Expo 2015.

UNA NUOVA MATRICE

«Nel corso degli anni, l'impianto razionalista del disegno originario ha via via perso il suo vigore a causa di interventi frammentati che ne hanno minato la chiarezza compositiva. La nostra proposta introduce una nuova “matrice” distributiva, basata su un sistema modulare che intende ricucire le componenti del contesto».

INVESTIMENTO DA 44 MILIONI

A fronte di un investimento di circa 44 milioni di euro, la prima fase dell'ampliamento prevede la realizzazione di due nuovi padiglioni e di annessi spazi dedicati alle attività congressuali e alla ristorazione, per una superficie totale costruita di oltre 33.000 mq.

L'inaugurazione, prevista in occasione di Cersaie 2018 a settembre, concluderà a tempo di record i lavori in corso dal novembre scorso.

«Studiare e analizzare la specifica tipologia di uno spazio così complesso e articolato come quello di una fiera equivale a studiare il tessuto urbano di un'intera città», sottolinea Aurelio Galfetti.

«Il progetto riguarda la trasformazione dell'area delle fiere, ma soprattutto dei rapporti di interscambio con la città di Bologna».

La spina centrale della nuova composizione è il “mall”, un'asse ortogonale illuminato da ampie superfici trasparenti che attraverserà il complesso fieristico da Nord a Sud, ottimizzando l'accesso dalla tangenziale e prevedendo l'innesto di ulteriori padiglioni futuri.

«La parte attualmente in costruzione completa il circuito distributivo originariamente pensato dal Benevolo e mai interamente realizzato», spiega Di Gregorio. «I percorsi diventano spazi urbani porticati che integrano tutte le funzioni annesse alle manifestazioni fieristiche, grazie a una struttura neutra che amplifica e valorizza i contenuti espositivi». Una ricerca di ordine affidata non a spettacolarizzazioni architettoniche, ma a leggerezza e funzionalità.

La progettazione architettonica e dello studio Di Gregorio Associati (Gianni Di Gregorio, Francesco Di Gregorio, Francesco Musetti), la progettazione strutturale: dell'ingegner Massimo Majowiecki, la consulenza Scientifica del professor Aurelio Galfetti e del professor Gabriele Cappellato.

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