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Studentessa beffata

Vuole dare lezioni, la truffano per 5000 euro

16 marzo 2018, 06:01

Luca Pelagatti

Qualche soldo in più, quando sei una studentessa fuori sede e ben lontana da casa, fa sempre comodo. Il problema è come guadagnarli: c'è chi si improvvisa cameriera e chi consegna pizze, chi s'insegna con ogni tipo di lavoretto e chi, giustamente, prova a mettere a reddito quello che sta studiando.

E così si è comportata anche una studentessa pugliese ma iscritta ad una facoltà scientifica di Parma che ha pubblicato su un giornale di annunci gratuiti un'inserzione in cui si proponeva per lezioni private di matematica inserendo nel testo dell'annuncio anche i propri dati e il proprio cellulare.

Lo fanno in tanti, si potrebbe dire. Ed infatti è così. Ma oltre che molti studenti ci sono anche molti balordi. E la giovane appassionata di numeri e formule è incappata proprio in un gruppetto di malviventi.

Poco dopo aver messo in rete l'inserzione infatti la giovane è stata contattata al telefono da una donna che prima si è presentata come la responsabile del sito. E poi l'ha fatta sobbalzare.

«Tu nell'inserzione ti sei presentata come libera professionista ma non puoi farlo perché non hai i requisiti. Per questo motivo l'Agenzia delle Entrate ha segnalato il suo caso. Ora corri il rischio di dover pagare duemila euro di multa».

Non era vero nulla, ovviamente. Ma è facile immaginare lo sconcerto della ragazza: voleva fare qualche decina di euro. E rischiava di doverne pagare migliaia. La donna al telefono, una truffatrice esperta, ha quindi lanciato il secondo amo. «Forse c'è un modo per ridurre il danno, pagando una sanzione ridotta di 1600 euro. Ma va fatto subito». La vittima, sempre più angosciata ha però allargato le braccia: «Io non li ho quei soldi, figuriamoci» e la sedicente responsabile del sito le ha fornito la chiave. «Dammi il numero di tuo padre. Ne parlo con lui e gli spiego che deve aiutarti per tirarti fuori dai guai». Detto fatto: la ragazza ha dato il numero del padre in Puglia e la imbrogliona lo ha contattato. Cosa si siano detti di preciso non si sa: ma deve essere stato qualcosa di terribile visto che l'uomo in pochissimo tempo ha effettuato quattro distinte ricariche di carte Poste pay per la bellezza di 5000 euro. Poco dopo la ragazza ha iniziato a chiamare la truffatrice per avere conferma che tutto era risolto. Ma non ha mai avuto risposta. E ha iniziato a capire di essere caduta in trappola. A quel punto non restava altro da fare che andare dai carabinieri di via delle Fonderie dove ha sporto denuncia. E i militari hanno iniziato ad indagare. Si è scoperto che il numero della finta direttrice del sito è intestato ad una donna di Napoli già in passato accusata di truffe simili. E che, guarda caso, le carte Poste Pay erano intestate a tre napoletani carici di parecchi precedenti per truffa. Commesse ovviamente tutti in concorso tra di loro. Per questo motivo i militari hanno denunciato il quartetto che ora dovrà rispondere di questa ennesima beffa. Dei soldi versati, purtroppo, sarà molto difficile trovare traccia ma volendo a tutti i costi trovare un aspetto positivo in questa storia possiamo dire che la studentessa ha imparato una lezione. Lei voleva insegnare agli altri e invece è stata lei ad imparare. Che i numeri non mentono. Ma gli imbroglioni si. E sono ovunque.

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