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All'outlet

Sono clandestini ma fanno shopping per 3.500 euro: condannati

17 marzo 2018, 06:00

FRANCESCO BANDINI

Erano entrambi già stati espulsi nel 2015 dal territorio nazionale e accompagnati coattivamente alla frontiera, dove erano stati imbarcati su un aereo che li riportasse nel loro Paese, l’Albania. Ma ben presto erano tornati in Italia, certi del fatto che nel Belpaese si possa sempre fare quel che si vuole perché tanto le maglie della giustizia sono larghe e si trova sempre il modo di farla franca. La loro spavalderia era tale che, nonostante l'espulsione, non si sono fatti scrupoli ad andare a fare shopping all’outlet di Fidenza, spendendo svariate migliaia di euro in contanti per acquistare numerosi capi firmati.

Ma per due albanesi di 22 e 23 anni la cuccagna è finita. Per entrambi, infatti, è arrivata la condanna del giudice Maria Cristina Sarli – su richiesta del pm Marirosa Parlangeli – a tre anni e due mesi di reclusione, con applicazione della custodia cautelare in carcere per il pericolo di reiterazione del reato. Ingresso clandestino sul territorio nazionale il reato di cui sono stati riconosciuti colpevoli: una recidiva che, accompagnata ai numerosi precedenti penali per furti in abitazione e rapine, ha indotto il giudice ad applicare una pena pesante (che peraltro è già scontata di un terzo per il rito abbreviato).

L’arresto dei due è avvenuto lo scorso 9 marzo. I carabinieri stavano già tenendo d’occhio alcuni stranieri verosimilmente clandestini in un alloggio in via Bixio. Ed è proprio da lì che il 9 marzo scorso sono stati visti uscire i due albanesi, molto giovani ma già incalliti criminali, autentici professionisti nel loro «campo». I due hanno preso un taxi e sono andati in stazione, dove sono saliti su un treno che li ha portati a Fidenza. Alle loro calcagna c’erano sempre i militari dell’Arma, che li hanno pedinati fino all’outlet. Qui i due giovani stranieri hanno iniziato una giornata di shopping sfrenato, acquistando numerosi capi di abbigliamento griffati e pagando tutto rigorosamente in contanti. Dopodiché, borse e pacchetti alla mano, hanno preso un taxi e sono tornati a Parma.

È stato al loro ritorno in città che sono stati fermati dai carabinieri, che hanno subito accertato che i due erano clandestini sul territorio nazionale. È quindi scattata la perquisizione all’interno dell’abitazione di via Bixio, dove è stato trovato altro denaro contante (quasi 2mila euro) e perfino due sacchi di monete per un peso complessivo di quindici chili.

Arrestati e condotti in caserma, i due hanno sempre tenuto un atteggiamento sprezzante e tutt’altro che collaborativo. Un comportamento che si è ripetuto anche quando sono comparsi in tribunale, dove si sono sempre trincerati dietro un ostinato silenzio. Alla fine è arrivata la pesante sentenza del giudice Sarli, che ha optato per la permanenza in carcere dei due albanesi, a causa del concreto pericolo che i due possano nuovamente ignorare l’ordine di espulsione e riprendere a girare impunemente per l’Italia.

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