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«I pusher? Ormai piazzale Dalla Chiesa è casa loro»

18 marzo 2018, 06:03

LAURA FRUGONI

Il giorno dopo l'ennesimo parapiglia da Far West (bottigliate a volontà tra due fazioni di immigrati «rivali»), in piazzale Dalla Chiesa tirava aria di bonaccia.

Precaria quiete dopo la tempesta. Giusto un po' meno aficionados radunati nel solito angolo tra la piazza e via Monte Altissimo, proprio dov'erano volate le bottiglie. «Girano un po' al largo, ma poi tornano - non hanno dubbi le sentinelle della piazza - la situazione continua ad essere invivibile. Anche ieri è venuta la polizia con i cani anti-droga. Sai dove l'hanno trovata stavolta? Nelle rastrelliere delle biciclette».

La polizia conferma: nemmeno un'ora prima che su via Monte Altissimo si scatenasse il finimondo, c'erano loro, con la polfer e la municipale per l'ennesimo repulisti. Purtroppo però non basta a farli schiodare. Tornano sempre. Si sentono loro i padroni. «Ehi, ciao», saluta spavaldo un nigeriano in felpa rossa davanti al bar Europa: riaperto da una ventina di giorni dopo il blackout imposto dal questore. Al bancone Maria: «E' brutto stare 15 giorni a casa senza fare niente. Anche se viene la polizia loro poi tornano. Stanno sempre qui davanti, saranno una ventina... sempre gli stessi».

Dice di non poterne più anche l'indiano Tara, uno dei tre soci titolari del bar Europa: «Fosse per me lo regalerei. Ma ci abbiamo messo troppi soldi: 250mila euro. Le bottiglie di birra? Non le prendono da noi che le vendiamo a 4 euro, qui vicino le trovano a un 1,50». Parla di strani via vai pure dentro i bagni del suo locale: «Preparano le dosi. Ma cosa faccio? Proibisco di andare in bagno ai clienti? Siamo stanchi. Se chiamiamo troppe volte polizia e carabinieri finisce che ci chiudono il locale».

PARLA IL COMANDANTE DELLA POLFER

La stazione senza custodi in divisa di domenica pomeriggio?

I diretti interessati chiamati in causa si guardano bene dallo squadernare al cronista i loro turni di servizio («sarebbe come comunicare ai ladri gli orari in cui è meglio andare a rubare»), ma il messaggio è chiaro: il personale è quello che è, ci sono turni, orari e riposi da rispettare, può capitare che alcune fasce orarie restino più «sguarnite» e certo sarà anche successo di domenica pomeriggio.

Detto questo, chiunque fa un salto da queste parti coglie al volo la differenza tra «dentro» e «fuori»: le brutte facce spuntano appena esci nella piazza.

«Certo, io mi auguro un potenziamento del nostro presidio» annota il comandante della Polfer Massimo Robuschi, e precisa ancora una volta che su quello che succede in piazzale Dalla Chiesa la competenza non è della polizia ferroviaria ma di polizia e carabinieri. Ciò non toglie che, quando c'è da dare una mano, anche i suoi uomini escano dai binari. Non a caso nel blitz anti-spaccio di venerdì c'erano anche loro al fianco di poliziotti e vigili. Pare comunque fiducioso, Robuschi: «Pian piano sembra che le cose si stiano muovendo, mi aspetto che il presidio possa tornare a coprire l'intero turno delle 24 ore». Questo si potrà fare solo con un'«iniezione» di agenti. Ma in quel caso veglierete anche sul piazzale? «Ovviamente, se fossimo qui anche di notte terremmo d'occhio meglio la situazione. A volte basta anche la presenza di una macchina come deterrente. Per far vedere che ci sei».

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