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COLORNO

Parma-Brescia, nuovi disagi per i pendolari

18 marzo 2018, 06:00

CRISTIAN CALESTANI

COLORNO «Nulla è migliorato. Anzi continuano a susseguirsi soppressioni, ritardi, disservizi e violazioni delle norme a tutela della sicurezza e della salute dei passeggeri».

C'è questa motivazione all'origine dell'integrazione all'esposto contro Trenord - presentato alla Procura della Repubblica di Cremona lo scorso 4 dicembre dal Comitato TrenoPonteTangenziale - per mettere in evidenza i disagi che i pendolari devono affrontare ogni giorno sulla linea Parma-Brescia, gestita da Trenord, e per chiedere all'Autorità giudiziaria «se vi siano condotte omissive e/o commissive suscettibili di rilevanza penale» con richiesta di «punizione dei colpevoli».

Il Comitato elenca quattro soppressioni (nelle giornate dell'11 e del 21 dicembre, dell'11 gennaio e del 16 febbraio) e due treni partiti rispettivamente con 27 e 29 minuti di ritardo l'11 ed il 21 dicembre a causa di guasti tecnici.

«In tali situazioni il gestore Trenord non ha mai organizzato servizi sostitutivi, contrariamente a quanto affermato in comunicazioni ufficiali».

Il Comitato allega alla lettera – inviata per conoscenza a diversi soggetti tra i quali Polfer, prefetti di Parma e Cremona e sindaci di Colorno, Casalmaggiore, Torrile e Parma – gli avvisi pubblicati sul sito di Trenord che «riconoscono il mancato rispetto degli indici di affidabilità per i mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre 2017».

C'è timore per la salute e la sicurezza dei passeggeri. «Il 6 febbraio – scrive il Comitato - il treno 20331 era dotato solamente di due carrozze. Ciò ha determinato una situazione di sovraffollamento e tra la stazione di Casalmaggiore e di Mezzano Rondani la permanenza sul convoglio è stata insostenibile. Si sono palesemente violati gli standard minimi di sicurezza e, su segnalazione dei passeggeri, a Parma è intervenuta la Polfer».

Il Comitato cita poi l'episodio del 16 febbraio quando il treno 20356 è rimasto bloccato per quasi un'ora tra la stazione di Mezzano Rondani ed il ponte sul Po a causa di un principio di incendio alla motrice. «Segnaliamo – conclude il Comitato – che, per la vetustà dei treni, all'interno dei vagoni vi è una forte presenza di esalazioni di gasolio, con grave pregiudizio per la salute dei passeggeri. A tal proposito chiediamo all'autorità competente di valutare se siano stati violati i limiti di emissione dei motori diesel».

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