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Inchiesta

La fusione tra Colorno e Torrile? I cittadini la promuovono

19 marzo 2018, 06:00

Cristian Calestani e Chiara De Carli

Dopo i primi due incontri pubblici, tenuti uno a Colorno e uno a San Polo, i residenti dei due Comuni della bassa sembrano avere le idee un po’ più chiare sul tema della fusione. Un argomento che, già nei prossimi giorni, sarà al centro del dibattito dei consigli comunali di Colorno e di Torrile. Maggioranze e opposizioni verranno infatti chiamate a decidere se proseguire o meno con il percorso che potrebbe poi portare, eventualmente già nel prossimo ottobre, alla consultazione dei cittadini attraverso lo strumento del referendum. Intervistati al mercato settimanale di Colorno, i residenti dei due Comuni hanno detto la loro sull’ipotesi illustrata nei giorni scorsi. In pochi sono andati ad ascoltare la presentazione, ma la maggior parte si è informata tramite i giornali, la televisione locale e i siti web dei due Enti su cui, dallo scorso dicembre, è disponibile lo studio di fattibilità. A far propendere molti verso il «sì», sono indubbiamente i contributi previsti da Stato e Regione per la fusione: 14 milioni e mezzo di euro da spendere in dieci anni. «Oggi tutti gli amministratori si lamentano di non poter fare molte delle cose che vengono chieste dai cittadini a causa delle poche risorse economiche: con questi soldi non avrebbero più scuse – ha affermato Claudio Calestani -. Le due realtà si compensano: Colorno è più turistica, Torrile più industriale. E’ meglio la fusione con Torrile che quella con Mezzani di cui si era parlato mesi prima». «Tenere piccoli Comuni non ha senso – aggiunge il torrilese Valerio Soncini – e l’unione fa la forza. La cosa più difficile sarà mettere d’accordo i politici». Incerto invece Franco Bresciani, che non ha ancora avuto tempo di informarsi bene sulla questione: «più che la eventuale perdita d’identità dei paesi, vedo difficile mettere insieme differenti mentalità». Anche Michela Morini dice di non avere ancora «elementi sufficienti per esprimere un parere» visto che non ha partecipato agli incontri, ma, in caso di referendum si informerà sicuramente attraverso internet e quotidiani. «Vedo che la gente si informa poco – nota Luigi Volpi -. Al momento non so bene quali servizi potrebbero migliorare, ma andrò ai prossimi incontri per cercare di capire». «Se arrivano soldi, e soprattutto se verranno ben spesi, è un’opportunità per tutti. Il campanilismo ormai ha fatto il suo tempo visto che siamo nel 2018 e ci vogliamo sentire europei» dice Roberta Berni. Di come spendere i contributi qualcuno ha già anche un’idea: «ci manca una pista ciclabile sicura, e magari verrebbero rifatti i marciapiedi e le strade che sono pieni di buche» è il parere di Franca Brugnoli. «Mettendo insieme amministratori dei due Comuni, dovremmo avere la garanzia di un trattamento uniforme visto che si controllerebbero a vicenda» afferma sicuro Gerolamo Termine che, da musicista, spera anche che con i soldi che arriveranno vengano realizzati spazi in cui suonare liberamente. «Favorevole!» è l’affermazione di Fausto Bizzi: «insieme i due Comuni sopperiscono alle mancanze e possono migliorare dando prospettive migliori al territorio e ai residenti». A guardare «da fuori», ma con esperienza, è invece Nello Martani residente a Coltaro: «Con la fusione a Sissa Tracasali si è spostato un po’ il centro e a Coltaro ora “subiamo” il campanile: da noi hanno chiuso l’ufficio postale perchè ce n’erano altri tre».

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