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INTERVISTA

Le Moli, ecco il mio Girotondo Kabarett

19 marzo 2018, 06:00

MARIACRISTINA MAGGI

Come pochi il regista Walter Le Moli sa addentrarsi nelle vibrazioni dei testi, illuminare nuovi scenari: il suo intento non è lasciare messaggi, bensì suggestioni. Ed è un progetto davvero insolito e ricchissimo di suggestioni questo seducente, ironico e coinvolgente «Girotondo Kabarett» che giovedì (a partire dalle 20) debutterà al Teatro Due in prima nazionale (con repliche fino al 29).

In scena, un vero e proprio kabarett della vecchia Europa all'interno del quale tra numeri musicali e provocazioni varie si succederanno i dieci quadri dell'opera di Arthur Schnitzler che tra un incontro e l'altro, coppia dopo coppia, daranno vita a un vorticoso gioco erotico amoroso.

E sarà un'occasione speciale per rivivere «il mondo di ieri», per dirla con Zweig, così caro al regista, come abbiamo già visto in «Gioventù senza Dio» e «Fiabe del Bosco Viennese»: questa volta attraverso la carica erotica, ironica e sociale del linguaggio dell'autore austriaco.

Un mondo di ieri che l'ha attratta in particolar modo...perché?

E' un testo scritto negli ultimi anni del ‘900 durante l'Impero degli Asburgo ma a causa della censura è stato rappresentato solo nel 1920 in piena Repubblica di Weimar: quando quel mondo di forme e pruderie non esisteva già più. Ed erano anni di spensieratezza, gioco e libertà, anche erotica... Quello spirito nato tra le due guerre mi ha affascinato molto: e la rappresentazione di un testo di una società ormai scomparsa ancora di più.

E quella joie de vivre nata dopo la tragedia della prima Guerra Mondiale rivivrà in un vero e proprio kabarett viennese degli anni ‘20 e ‘30. E se non sbaglio anche gli spettatori hanno un ruolo importante?

Gli spettatori saranno parte integrante dello spettacolo, saranno dentro lo spazio scenico che ricorderà quello di stampo barocco...per questo sono invitati ad indossare l'abito scuro. Rivivranno insieme a noi l'ambiente del kabarett: potranno ascoltare musica sorseggiando un drink, cenare se vorranno, distrarsi, andarsene quando vorranno. Insomma: tutto quello che nel teatro wagneriano non si può fare. Mi ha interessato restituire l'allegria e le suggestioni di quegli anni intensi: basta con la drammaturgia delle macerie! Se dobbiamo naufragare preferisco in allegria...preferisco il ‘naufragar m'è dolce...'.

Un'esperienza nuova per lo spettatore ma anche per gli attori?

Mi sono affidato ad attori straordinari capaci di recitare in una condizione che non esiste e in un modo che abbiamo perso: capaci di controllare uno spazio scenico concepito in assoluta libertà, senza confini, a stretto contatto con il pubblico.

Ventitré gli artisti in scena alle prese con un materiale scabroso ancora oggi: insieme all'ensemble storico anche il soprano Lisa La Pietra e l'orchestra di 5 elementi tutta al femminile ‘Kleine Kabarett-Orchestrà. Quali musiche - curate dal maestro Alessandro Nidi- scandiranno questo seducente vortice amoroso?

Canzoni e composizioni di quegli anni rivoluzionari: una musica che ha fortemente condizionato ciò che è venuto dopo negli Stati Uniti...Tra i vari numeri musicali anche alcune preziosità come il valzer composto dallo stesso Schnitzler ‘Liebeleì e la ‘Sonata eroticà di Erwin Schulhoff.

Questo coinvolgente e coraggioso ''Girotondo'' rappresenta per lei una nuova strada per recuperare tecniche perdute e restituire suggestioni perdute?

Sì, sono le suggestioni che mi interessano: suggestioni di un '‘mondo di ieri'' che non è poi così lontano. Non sopporto invece le parole ricerca e sperimentazione: appartengono alla scienza e non al teatro.

Perché il teatro che cos'è?

Sono gli attori, gli autori. Il teatro è: provare.

Ricordiamo che la cena è su prenotazione: e che è gradito l'abito scuro. Info: biglietteria 0521-230242/ biglietteria@teatrodue.org-www.teatrodue.org.

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