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Lega e Fratelli d'Italia: «Soluzioni drastiche contro il degrado»

19 marzo 2018, 06:02

Per la Lega «la città è in mano alla criminalità, sia organizzata che di strada. Ci siamo lasciati occupare silenziosamente». E per Fratelli d'Italia «si deve aprire una fase di repressione» ed è necessario a questo punto che «il presidio del territorio venga affidato all'esercito in assetto antisommossa».

All'indomani dell'ennesimo episodio di violenza e degrado di cui è stata teatro la zona della stazione ferroviaria (una rissa a suon di bottigliate tra fazioni rivali di immigrati), non hanno tardato ad arrivare le reazioni dei due partiti da sempre particolarmente sensibili al tema della sicurezza.

LEGA

Emiliano Occhi, consigliere comunale e segretario provinciale della Lega, attacca il sindaco Federico Pizzarotti. «Stante la carenza di organico delle forze dell'ordine – sostiene –, il sindaco in questi anni non ha puntato sul potenziamento del corpo di polizia municipale, come stanno facendo, per esempio, i quattro amministratori leghisti in provincia. Anzi, si vanta di non averlo fatto. La mafia nigeriana? “Non è di nostra competenza”, dice l'assessore Casa». Occhi ricorda di avere più volte denunciato il problema in consiglio comunale, «ma Pizzarotti fa spallucce. Noi riteniamo che in questi anni non abbia fatto le dovute pressioni a questore e in particolare al prefetto, che rappresenta il governo. Si è trincerato dietro il “non posso fare nulla” e la situazione è degenerata. Questa a nostro avviso è la sua grande colpa politica sul tema sicurezza». E conclude: «Quando lasci spazi liberi, il nemico li occupa: questo è una delle prime regole della strategia militare. Noi ci siamo lasciati occupare silenziosamente. Ora risalire la china sarà ancora più dura. Questo senza nulla togliere al tema dell'indecente inadeguatezza del nostro sistema normativo e giudiziario, oltre che ai continui provvedimenti svuotacarceri e di depenalizzazione dei reati che maggiormente impattano sulla vita quotidiana».

FRATELLI D'ITALIA

Sulla situazione sicurezza interviene anche Priamo Bocchi di Fratelli d'Italia. «Quelli che “cavallerescamente” si sono affrontati con lanci di bottiglia nei pressi della stazione – osserva – altri non sono che i soliti noti alle forze di polizia e ai bistrattati residenti parmigiani. Chi è passato alle vie di fatto, innescando la furiosa mischia africana in centro cittadino, sono quelli che di fatto presidiano la zona di spaccio della stazione e quelli che, confluendo da via Trento, controllano invece la zona di San Leonardo». Per l'esponente della destra tutto lascia pensare a «un'azione mirata al controllo del territorio, proprio quello che da tempo hanno perso le istituzioni e gli stessi cittadini».

Anche secondo Bocchi questo «ennesimo episodio di ordinaria insicurezza sancisce il fallimento dell'amministrazione cittadina sul tema politico della sicurezza e integrazione». Da qui la proposta drastica: «Ora si deve aprire una fase di repressione delle condotte contra legem e di pulizia del territorio. Auspico che ai tavoli per la sicurezza si arrivi a trovare una sintesi investigativa tra procura e forze di polizia, affinché si inizi a indagare per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti e soprattutto che si agevoli la procedura per la revoca dei permessi di soggiorno e per l espulsione. Le politiche di accoglienza hanno riscosso l’insuccesso alle scorse elezioni e anche Parma ha contribuito ad affossare la tendenza culturale al disarmo ed all'inerzia. È tempo di reagire». r.c.