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POLIZIA

Bloccato il pullman delle badanti moldave

20 marzo 2018, 06:00

LUCA PELAGATTI

Erano preparati ad un lungo viaggio. Ma certamente non così lungo. Perché arrivare sino in Moldavia partendo da Parma a bordo di un bus è una bella sfacchinata. Ma se ancora prima di imboccare l'autostrada ci si devono sorbire più di ventiquattro ore accampati nel torpedone piazzato in un parcheggio allora quello non è più un viaggio. Ma una odissea.

Quella a cui sono state sottoposte una decina di persone, tutte di origine moldava, che domenica intorno alle 14 sono salite su un bus diretto al proprio paese e che all'altezza del casello dell'A1 sono incappate in un controllo della Stradale. E sono cominciati i guai. Questo perché nel nostro paese il Codice parla chiaro: ci sono i bus che trasportano le persone e i camion che portano le merci. Merci e persone insieme non possono stare per una serie di motivi. I più ovvi sono quelli di sicurezza: andreste in giro per l'Europa ammassati tra i pacchi di un Tir? Invece quel grosso autobus aveva a bordo, come detto, una manciata di passeggeri. Ma anche un vero e proprio carico di oggetti di vario genere che altri moldavi volevano spedire in patria. «Questo non si può fare, siete in contravvenzione», hanno spiegato gli agenti ricordando anche che, sempre secondo il Codice, un mezzo con targa straniera deve pagare la multa prima di ripartire. Perché, altrimenti, una volta passata la frontiera, chi mai metterebbe mano al portafoglio? Ma la contravvenzione è salata, per la precisione 4130 euro, e gli autisti non li avevano certo con se in contanti. E qui si è bloccato tutto. Nessuno voleva saldare la contravvenzione e neppure pagare la cauzione prevista dalle norme e così gli agenti non hanno potuto fare altro che bloccare il pullman affidandolo ad una figura di garanzia, il cosiddetto custode acquirente. Ma il sequestro riguarda il mezzo: e i passeggeri? Qui la storia è diventata quasi drammatica. Le persone a bordo, per lo più donne, non sapevano dove andare e come rientrare a casa. E tantomeno raggiungere la Moldavia. Così, gli agenti, hanno deciso di permettere loro di restare a bordo dopo avere avvisato prefettura e protezione civile e di fatto, vigilato tutta notte che non ci fossero problemi per i viaggiatori che solo verso le 14 di ieri, dopo 24 ore di attesa, sono saliti su un nuovo mezzo mentre per quello bloccato si dovrà attendere un pronunciamento sulla regolarità o meno della multa.

Per percorrere i 2500 km da Parma a Chisinau servono almeno trenta ore ma le moldave del bus, pur avendo pagato il biglietto, non sono ancora arrivate. Mentre state leggendo, infatti, sono in ancora in viaggio e dovranno ancora attraversare buona parte della Romania. E chiamarla odissea forse è ancora poco.

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