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Reportage

Fidenza-Cremona, il calvario dei pendolari

20 marzo 2018, 06:00

MICHELE DEROMA

Ormai ci hanno fatto l'abitudine. Per gli studenti residenti a Fidenza, Busseto e Villanova sull'Arda, e impegnati nelle scuole di Cremona, gli oltre quindici minuti di ritardo del treno con cui si raggiunge la cittadina lombarda, ogni mattina per le lezioni, sono ormai diventati una spiacevole regola.

«Non ne possiamo più»: Michael, 17enne studente alla liuteria di Cremona, sospira mentre attende la partenza del treno 5100, fissata per le 6.47 a Fidenza. È uno dei pochi studenti a percorrere per intero la tratta Fidenza-Cremona: tra le mani, il 17enne tiene il proprio tabellone degli orari di partenza e arrivo dei treni sulla tratta. Ma ben presto il programma comincia a non coincidere con l'effettivo tempo di percorrenza della linea da parte del treno 5100: già alla partenza da Castione Marchesi, prima stazione dopo quella di Fidenza, il convoglio ha accumulato un ritardo di cinque minuti rispetto al previsto. E il treno è in viaggio da soli quattordici minuti. «Il binario è uno solo e dobbiamo attendere l'arrivo del treno che proviene dalla direzione opposta», spiega Michael: attesa che non dovrebbe neppure esistere, perché l'arrivo a Castione del treno 5103, in viaggio da Cremona, secondo il programma dovrebbe addirittura precedere quello del 5100 da Fidenza. E invece il ritardo sulla tratta Fidenza-Cremona comincia ad accrescere sulla tabella di marcia, tanto che a Busseto le decine di studenti in attesa del mezzo che li porterà oltre il Po salgono sul convoglio sette minuti dopo l'orario previsto.

La quattordicenne bussetana Andrea Paola è al primo anno di scuola superiore, da lei frequentata a Cremona: «Mi aspettavo meno problemi nel viaggio per recarmi a scuola», ammette la giovanissima studentessa, mentre attorno a lei, altri ragazzi appena saliti sul treno ne approfittano per tirare fuori dagli zaini i libri di scuola e ripassare gli argomenti delle ultime lezioni.

Sono tanti gli studenti che salgono sul treno a Busseto, così come numerosi aspettano il convoglio a Villanova sull'Arda, al di là del confine con il comune di Piacenza: il ritardo del treno è intanto salito a una decina di minuti. «Alcuni giorni fa si era addirittura arrivati a trenta, quaranta minuti di ritardo», commenta amaramente il diciottenne Edward, che insieme ai compagni di classe Matteo e Marcello è riuscito a sedersi in uno dei pochissimi posti rimasti ancora vuoti sul treno. «Non sarebbe male neppure un vagone in più».

E invece la realtà dei fatti è ben diversa ed è quella di una situazione addirittura in peggioramento negli ultimi tempi: «Il trasporto sulla tratta è peggiorato, i binari sono vecchi e usurati e servirebbe un drastico rifacimento dell'intera linea».

Il treno dovrebbe già essere a Cremona quando invece fa capolino alla stazione di Castelvetro Piacentino: sul muro dell'edificio, alcune lettere nel nome della località sono mancanti o in pezzi. Stazioni fatiscenti, purtroppo degne di tale tratta ferroviaria.

Alla fine si arriva a Cremona, sedici minuti più tardi di quanto previsto dall'orario: studenti e pendolari scendono dal convoglio e si dirigono verso l'uscita della stazione, come un corteo a testa bassa ma che da quella ferrovia chiede, e merita, un servizio migliore.

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