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Fidenza

Multa di 6 mila euro per un assegno di 12 mila

21 marzo 2018, 06:00

Potrebbe costare caro a un fidentino avere staccato un assegno da 12 mila euro per pagare la macchina, senza aver posto la dicitura «non trasferibile». Infatti, direttamente dal ministero dell’Economia e Finanza gli è arrivata una multa di 6 mila euro. In una lettera, nero su bianco, il concittadino ha visto evidenziato il suo errore, prefigurandone le conseguenze.

Il fidentino come altre migliaia di italiani in tutta la penisola, non essendo venuto a conoscenza di questo nuovo obbligo, ha usato l’ultimo assegno di un carnet, senza avere apposto la dicitura «non trasferibile». Il titolare della concessionaria di auto ha incassato la cifra e da qui è partito l’iter, che ha portato a comunicargli dal Mef, la sanzione che dovrà pagare: 6 mila euro. In tanti hanno in casa ancora vecchi libretti, contenenti assegni che non riportano la nuova dicitura, da qualche tempo obbligatoria per importi pari o superiori ai mille euro. «Con grande stupore mi sono visto arrivare a casa questa sanzione e non credevo ai miei occhi. Ormai siamo in tanti in tutta Italia e ci siamo costituiti in un comitato, perché ci sembra veramente assurdo dover pagare una cifra del genere. Di questa vicenda si stanno interessando anche tante trasmissioni televisive e in particolare anche il giornalista Salvo Sottile. Ne ha parlato anche “Striscia la notizia”. Qualcuno addirittura dovrebbe pagare una multa salatissima per avere staccato un vecchio assegno per poco più di mille euro».

Il 4 luglio 2017 è entrato definitivamente in vigore il decreto legislativo n. 90/17 che ha recepito una direttiva europea antiriciclaggio. Uno dei cambiamenti introdotti dal decreto riguarda le sanzioni relative agli assegni che non riportano la dicitura «non trasferibile». In caso di mancata dicitura, infatti, la multa, che prima ammontava a una percentuale tra l’1 e il 40 per cento dell’importo pagato, passa a valori fra i 3 mila e i 50 mila euro. Un aggravio notevole, soprattutto per i piccoli importi. Gli effetti di questa nuova disposizione stanno emergendo ora. Diversi italiani sono incappati senza volerlo nelle maglie delle normative antiriciclaggio, ricevendo multe vertiginose. Chi riceve le sanzioni ha la possibilità di inviare una propria «memoria» al ministero, per spiegare che non si tratta di riciclaggio, ma di pura dimenticanza e che quindi non c’è dolo. L’invito è dunque quello di prestare la massima attenzione prima di staccare un assegno. Ma qualcosa pare si stia muovendo: il ministero dell’Economia, visti i numerosi casi di questo tipo in Italia, sta valutando di introdurre la proporzionalità tra importo trasferito e sanzione.

r.c.

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