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LUTTO

E' morto Cavalca, titolare dell'«Alexander Nicolette»

22 marzo 2018, 06:02

Come molti imprenditori e stilisti anche lui ha, come si suol dire, fatto la gavetta. Valerio Cavalca, nota e stimata figura di imprenditore nel settore calzaturiero, è morto nei giorni scorsi all’età di 83 anni.

Di famiglia di agricoltori originari di Vigatto, Valerio, aveva appreso dai genitori quei sani valori che si rifanno al lavoro ed alla famiglia, cardini della civiltà contadina. Dopo le scuole dell’obbligo, siccome la vita dei campi non faceva per lui sentendo dentro di sé l’estro artigiano, decise di imparare a lavorare il cuoio come apprendista nell’antica bottega di un calzolaio di Panocchia. In seguito lavorò al fianco di alcuni artigiani della città affinando sempre di più il suo estro, la sua vis creativa e la sua grande passione per le calzature.

NEL '60 CREO' «NICOLETTE»

Di carattere volitivo e tenace, gran lavoratore con le idee molto chiare sul suo futuro, nel 1960, si mise in proprio creando un calzaturificio tutto suo, il «Nicolette» (in via Paisiello), unitamente ad un altro imprenditore, Nando Zanlari, titolare, a quei tempi, del calzaturificio «Ebe». Dopo alcuni anni, con i colleghi imprenditori Zanlari e Frattini, entrò a fare parte del calzaturificio «Alexander», prestigioso marchio di scarpe per uomo.

Successivamente, per dare maggiore impulso alle rispettive realtà, nacque, dalla loro fusione, il calzaturificio «Alexander Nicolette» ( con sede in via Venezia) che in pochi anni conquistò importanti mercati divenendo un prestigioso marchio apprezzato in tutto il mondo.

SCARPE DA MUSEO

In seguito, Cavalca, diventò titolare unico dell’azienda aprendo punti vendita in importanti città quali Genova e Milano. Stimato ed apprezzato per le sue doti manageriali, umane ed anche per il suo raffinatissimo gusto nel creare calzature con la sua firma, nel 1963, vinse ad Amsterdam un concorso internazionale per la creazione di una scarpa da donna. L’anno successivo bissò lo stesso premio per una scarpa da uomo, esemplari esposti stabilmente nel museo olandese della calzatura.

Nel 1982 gli fu conferita l’onorificenza di commendatore al merito della Repubblica italiana e, nel 1994, la medaglia d’oro dal Comune di Parma. Imprenditore ed artigiano apprezzato in tutto il mondo ha insegnato l’arte calzaturiera in Spagna, Argentina, Russia, Cina, Giappone, Indonesia, Marocco inventando tecniche ancora oggi in uso. Dopo aver ceduto l’azienda si è dedicato completamente alla famiglia, alla quale era attaccatissimo, ed al suo passatempo preferito, il podismo.

Lascia nel più profondo dolore : la moglie Gianna, le figlie Nicoletta con Luca, Roberta con Claudio, gli adorati nipoti Alberto e Maria Chiara e il fratello Florio al quale era legatissimo.

OGGI I FUNERALI

I funerali si svolgeranno stamani alle 11 partendo dalla Sala del Commiato Ade di viale Villetta per la chiesa di San Giovanni evangelista ( in via Anna Frank) indi per il cimitero di Vigatto.

Lo. Sar.

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