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LUTTO

Se n'è andato Mezzadri, «principe» del kartdromo

22 marzo 2018, 06:00

VITTORIO ROTOLO

Del kartdromo di San Pancrazio, all'epoca considerato dagli addetti ai lavori «l'università dell'automobilismo», Giannino Mezzadri era una colonna, insieme a Umberto Pellegrini. E con Mezzadri, scomparso martedì all'età di 85 anni dopo una lunga malattia, se ne va davvero un bel pezzo di storia del mondo delle corse. Pilota di moto e in seguito - al pari di Gianfranco Riva - tra i pionieri assoluti del karting nel panorama nazionale, con all'attivo più di cento gare vinte e un titolo italiano conquistato nel 1967, Mezzadri ha gestito per anni a Parma due officine meccaniche, con annesso negozio di ricambi, e una concessionaria di automobili.

Nella «Mondialpista» della nostra città, aveva fondato il Ciak-Centro italiano assistenza karting, uno dei primi negozi specializzati del settore e rivenditore esclusivo dei «pezzi» espressione dei migliori marchi italiani ed internazionali, tra cui il celebre motore Rotax, di cui Mezzadri era un vero esperto. Con la scuderia Parma Karting Club, che ha fondato e presieduto ininterrottamente dal 1969 al 2007, ha lanciato anche Paolo Barilla, che con questo stesso team si laureò campione italiano, e un giovanissimo Alex Zanardi.

«A Gianni mi legano quarant'anni di vita e di ricordi, di sacrifici ma anche di tantissime soddisfazioni: per me, era molto più di un fratello» racconta Pellegrini, che a partire dal 1968 iniziò a gestire la pista, creata appena qualche anno prima da Bruno Ghirelli e inaugurata alla presenza, tra gli altri, di Fernandel e Gino Cervi, allora impegnati a Brescello sul set di una delle pellicole della celebre saga di «Don Camillo».

«A San Pancrazio - fa notare Pellegrini - abbiamo ospitato quattro mondiali, tredici europei e, ogni anno, una prova del campionato italiano. E da qui sono passati i migliori: da Ayrton Senna a Fernando Alonso, da Nelson Piquet a Michael Schumacher, che proprio a Parma vinse una gara continentale. L'ultimo in ordine di tempo a correre su quella pista è stato Max Verstappen, oggi protagonista in Formula Uno. Nell'organizzazione di questi grandi eventi, Mezzadri era sempre in prima linea».

«Per tutti noi era semplicemente il “capo”» ricorda il nipote Andrea Minari. «Aveva sviluppato molto presto il suo amore per i motori. Ha iniziato a correre insieme al campione del mondo Umberto Masetti, del quale custodiva ancora una splendida Gilera. In sella proprio a questo gioiello, fino a qualche anno fa, partecipava regolarmente ai motoraduni storici. Era una persona generosa e al suo fianco ha avuto una donna straordinaria, la moglie Mina, che lo ha sempre sostenuto». Mancherà non solo a lei, ma un po' a tutti, il «capo».

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