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LUTTO

Addio a Bassani, escluso dal Romagnosi perché ebreo

23 marzo 2018, 06:00

La sua vita l''ha trascorsa quasi per intero a Verona, dove ha lavorato come apprezzato radiologo.

Ma Giacomo Bassani, morto nei giorni scorsi nella città veneta, non aveva mai dimenticato le sue radici parmigiane. Perché Parma, per lui, era la città dell'infanzia e del primo periodo della vita. Un idillio che si era interrotto bruscamente al momento della proclamazione delle leggi razziali da parte del regime fascista.

Già, perché Giacomo Bassani, studente brillante e di grande capacità del Liceo classico Romagnosi, aveva un grande torto: appartenere a una famiglia ebrea, cosa che gli costò l'immediata esclusione dal liceo, anche se poi sostenne comunque l'esame di ammissione alla classe successiva risultando comunque tra i migliori come votazioni nonostante l'impossibilità di frequentare le lezioni. Il padre di Giacomo, Alessandro, che nel dopoguerra fu presidente della Segea, la società editrice della «Gazzetta di Parma», decise di abbandonare l'Italia prima della guerra e di rifugiarsi in Svizzera con tutta la famiglia, compresi i figli.

Ma la famiglia di Giacomo Bassani non rimase immune dall'orrore della follia nazista: un cugino e lo zio, catturati a Torrechiara durante un rastrellamento nel 1943 per individuare eventuali disertori e poi invece deportati in un lager nazista dove morirono.

Giacomo Bassani, nel dopoguerra, si laureò in Medicina e diventò un radiologo di successo a Verona, dove si sposò con una veneziana e dove ha vissuto fino alla morte. Però i suoi legami con Parma sono sempre rimasti molto forti: molte le amicizie consolidate che aveva in cità, dove la sua famiglia era proprietaria di un antico palazzo in via Repubblica all'angolo con via Petrarca. Ma il ritorno a Parma più intenso e commovente fu senz'altro quello organizzato nel 2004 dal «suo» liceo, il Romagnosi, che aveva dovuto abbandonare prematuramente con la sola colpa di essere ebreo. In quella occasione l'allora preside Gabriella Manelli organizzò una cerimoina per «riammettere» ufficialmente nel liceo Giacomo Bassani. Durante la cerimonia disse poche parole. giusto per raccontare di un ragazzino che miracolosamente riuscì a scappare in Svizzera e a salvarsi la pelle.

L'ultimo esame al Romagnosi, disse Bassani, fu costretto a sostenerlo da privatista. Fu però il migliore della scuola e, come segno dei tempi (si era allora nel 1938) al preside dell'epoca del «Regio Ginnasio fascista» dispiacque addirittura che quel primato andasse a un ebreo, ossia un appartenente a quella «razza ebrea» cge avrebbe dovuto essere cancellata anche dall'Italia. Bassani fu molto felice di quella cerimonia, che era stata anche l'occasione per rivedere alcuni compagni di scuola a distanza di 65 anni da quei momenti così bui della nostra storia.

r.c.

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