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Intervista

Geppi Cucciari al Regio: «Semplicemente Perfetta»

23 marzo 2018, 06:00

MARA PEDRABISSI

«Perfetta», come spavald-ironicamente perfetta sa essere una donna negli alti e bassi della sua quotidianità e del ciclo mensile. «Perfetta» è il titolo del monologo al femminile che Geppi Cucciari porta in scena al Teatro Regio di Parma giovedì 29 marzo alle 21. Abbiamo incrociato alcuni pensieri, in uno scambio di mail.

Signora Cucciari, cosa l'ha convinta di questo testo «al femminile» scritto da uomo, Mattia Torre?

«Il monologo in realtà non racconta 28 giorni della vita di una donna, ma la quotidianità dei quattro martedì della sua vita corrispondenti alle quattro fasi del ciclo. Le giornate della protagonista si somigliano come capita spesso a noi donne, ma a cambiare a volte siamo noi. Lo spettacolo è il racconto specifico di una donna e il mio auspicio è che le donne si riconoscano, nelle emozioni, nelle fragilità così come nei punti di forza di cui il ciclo è certamente protagonista, ma non è l'unico detentore. La bellezza e credo la sfida interiore sta proprio in questo. Lo spettacolo è stato scritto da un uomo sensibile e colto come Mattia Torre che ha dimostrato di avere uno sguardo diverso sulle cose. Sono particolarmente felice di essermi totalmente affidata a lui - che di questo testo è autore e regista – con fiducia infinita e smisurata».

Si è portata, in scena, un po' di profumo di Sardegna: i costumi di Antonio Marras (che già l'aveva vestita ne «La Famiglia Addams») e la musica di Paolo Fresu...

«Paolo Fresu, Antonio Marras e anche Luca Barbati che cura la fotografia, sono persone che nella mia vita hanno un ruolo da prima di allestire questo spettacolo, come del resto lo ha Mattia Torre che è un amico da tantissimi anni. Sono molto felice di averli accanto».

A proposito della «Famiglia Addams», in cui l'abbiamo vista qualche anno fa a Milano, che meccanismi differenti scattano quando si è in scena in un gruppo, come là, rispetto a quando si è soli?

«Questo è il teatro: stare su un palco tre ore con un cast di 20 persone, con costumi, luci, musiche, tutto sopra le righe, con un partner meraviglioso come Elio, e anche starci per 75 minuti, da sola, con un impianto scenografico pari a zero, un abito nero, e la tromba di Paolo Fresu. Non sono paragonabili, ma sono sensazioni, energie ed emozioni molto diverse. Il monologo teatrale crea una magia unica, o in incubo altrettanto indimenticabile».

La questione femminile le sta a cuore da sempre: ricordiamo, ad esempio, gli interventi al Sanremo di Morandi nel 2012 o al Concertone del Primo Maggio del 2013. A che punto stiamo, secondo lei?

«Credo di essermi occupata delle donne anche dopo il 2013... c'è ancora da fare. Per la parità, sociale, economica, di accesso al lavoro, di reintegro dopo una gravidanza».

Lei è appassionata di Pallacanestro e ha giocato in A2. Le donne sanno fare squadra?

«Le donne sanno essere unite come solo le donne e nemiche, come solo le donne».

L'altra passione è la comicità: come la alimenta?

«La alimento, spero, vivendo, ascoltando, guardandomi intorno. Leggendo, domandando, rimanendo curiosa. Sempre».

Biglietti disponibili in vendita sul il circuito ticketone; all' Arci Parma (via Testi, 4). Lo spettacolo è il terzo appuntamento della rassegna «Tutti a Teatro 2018» realizzata da Caos Organizzazione Spettacoli con Arci Parma, direzione artistica di Marcello Fava. Tel. 0521 706214.

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