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Ciclismo

Audax, 90 anni sempre in sella

24 marzo 2018, 06:00

PAOLO BORELLI

Audax: 90 anni di ciclismo e una vicenda che ha attraversato gran parte del XX secolo per proseguire spedita in quello attuale. Luciano Vezzani, che ne custodisce la memoria, mostra con orgoglio due grandi album zeppi di immagini, ritagli di giornale e cimeli, dal 1928 ai giorni nostri. «Ci tengo a dire - sottolinea - che per continuità siamo la società ciclistica più vecchia della città». La prima sede nel centralissimo vicolo delle Cinque Piaghe, il primo presidente Elvezio Valli e la prima maglia, rimasta identica, di colore amaranto con fasce gialloblù e lo stemma sociale ricamato. I locali nel tempo sono passati da strada Elevata al Bar Farini, poi in borgo Fiore, in via Ospizi Civili e all'Ospedale vecchio in via D'Azeglio. Dal 2006 nella moderna struttura tappezzata di coppe e trofei, di via Orlando. Dopo Valli, sono stati alla guida del gruppo Nello Colla, Renzo Bellini, Athos Carretta, Gian Battista Varini, l'indimenticabile Cesare Vignali, voce del ciclismo amatoriale sul nostro quotidiano, e, il più longevo, Antonio Vezzani con 27 anni di presidenza, prematuramente scomparso nel 2015. A sostituirlo Doriano Bia, storico tesserato dell'associazione, il quale : «Siamo fieri dei risultati conseguiti dalla nostra società che ha vinto due campionati italiani nel ‘52 e ‘57 e un'infinità i titoli regionali e provinciali, oltre ad aver visto nascere il talento del diciassettenne Vittorio Adorni che poi ha spiccato il volo nell'olimpo del ciclismo, ma siamo soprattutto orgogliosi che sulla nostra maglia non sia mai comparso il nome di uno sponsor». Una società all'antica, dunque, conscia delle proprie tradizioni, con uno spirito indomito che lo scorrere del tempo non ha affievolito. Una storia fatta di infinite pedalate, di amicizia e solidarietà, come quella che ha portato molti soci a pedalare su un tandem insieme ad un non vedente. Già negli anni Trenta, copertoni a tracolla e sacca con le borracce sul manubrio, quasi duecento appassionati tra cui un plotoncino di agguerrite cicliste percorrevano le strade del Nord Italia per partecipare ai numerosi raduni. Cicloturismo come pratica prevalente e qualche puntata nell'agonismo, questa la ricetta vincente di un sodalizio che si approssima al secolo di vita. Dal “Percorritore” dell'epopea pionieristica, anticipatore dei brevetti, col ciclista giunto a destinazione che doveva spedire in sede una cartolina per confermare il percorso svolto, ai frequentatissimi campeggi in bici sul Garda o nel “Villaggio Parma” a Marina di Carrara negli anni Cinquanta. Poi è venuta l'epoca delle granfondo sotto l'egida dell'Udace, come la mitica “Parma-Mare” vinta per quattro volte consecutive negli anni Settanta o la “Nove Colli”. Presenti anche alle rivisitazioni delle “classiche monumento” come la Sanremo e, primi in Italia, la Roubaix, il Fiandre, la Liegi, la Freccia Vallone e l'Amstel. Immancabile il “ciclo-pellegrinaggio” a Castellania per onorare Fausto Coppi. Sempre rispettosa del proprio vissuto, l'Audax ha istituito manifestazioni per celebrare gli iscritti scomparsi che hanno lasciato il segno come la Coppa Caretti, dedicata a Mario Caretti, e una cronosquadre valida come campionato regionale, in memoria di Gino Pavarani. Da ricordare la mitica “Coppa dei Bar”, una cronometro a squadre con partenza dal Botteghino. In tempi più recenti nascono la “Pedalata per la vita”, raduno di beneficienza, e la mediofondo “Freccia dell'Appennino” in collaborazione con l'Amps. Irrinunciabile il memorial agonistico dedicato ad Antonio Vezzani, Gianni Lambertini e Luciano Chiapponi. «Quest'anno - spiega il vicepresidente Giorgio Barozzi - faremo di più, col Gran Premio del 90° per celebrare gli amici scomparsi». «Siamo affiliati all'Acsi - spiega il segretario Enrico Serventi - e abbiamo una sessantina di iscritti».

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