Sei in Archivio bozze

POLITICA

Parlamentari parmigiani: il debutto a Roma

24 marzo 2018, 06:01

Dal nostro inviato

FRANCESCO BANDINI

ROMA Al Senato a metà mattinata, dopo i primi adempimenti formali, la seduta è già sospesa: la situazione politica è di evidente empasse e la pausa nei lavori, dopo il discorso di benvenuto del presidente Giorgio Napolitano (che guida temporaneamente l'assemblea in qualità di senatore anziano), non si sa esattamente quanto durerà.

I conciliaboli nelle austere stanze affollate di senatori, giornalisti e notabili vari si susseguono senza sosta. In questo vociante marasma, dove i volti noti che si incrociano sono quasi più di quelli sconosciuti, la pattuglia di tre senatori parmigiani leghisti si muove già con una certa scioltezza fra gli arazzi e gli stucchi dorati di Palazzo Madama.

Per Maria Gabriella Saponara, Maurizio Campari e Pietro Pisani l'emozione del primo impatto con l'aula c'è stata, ma ormai è già alle spalle.

PROBLEMI LOGISTICI

Tutti sono già alle prese con gli aspetti logistici: Campari ha già trovato una stanza, che condividerà con un collega: «O sei sempre con la valigia in mano, oppure fai un minimo di base qua», spiega. La Saponara e Pisani saranno invece un po' più pendolari, anche se mettono in conto qualche giorno alla settimana di trasferta romana.

«Il primo impatto è stato positivo - dice la Saponara, che a Roma si è portata anche il marito e che è in costante contatto whatsapp con i figli -. Abbiamo trovato una struttura molto ben organizzata. Oggi entrare in aula è stata un'emozione, soprattutto pensando al particolare momento storico che stiamo vivendo e alla responsabilità che questo comporta per noi che siamo stati eletti».

Certo, la fase è interlocutoria: «Ci fidiamo molto di Matteo Salvini e lasciamo che sia lui a portare avanti la nostra nave. Comunque ricordiamoci che siamo in democrazia e che in democrazia sono previsti questi momenti di confronto».

UNA PARMIGIANA A ROMA

Da parmigiana a Roma, dice: «Del mio territorio qui porto tutto, ma vorrei anche portare Roma a Parma, nel senso che tutte le azioni che faremo qua le faremo a livello nazionale, però dovrà anche essere un ritorno sul nostro territorio».

Esordio senza traumi anche per Campari: «Abbiamo la fortuna - spiega - di avere un gruppo della Lega consolidato da anni, che sta riuscendo a farci entrare poco a poco nei meccanismi parlamentari. Sono quelle cose che da fuori vedi un po' mastodontiche, ma che una volta dentro percepisci che funzionano come devono». Emozione? «Sì, ma più che emozione direi orgoglio di essere parte di qualcosa di veramente grande, perché rappresenti tante persone e hai la possibilità di portare avanti ai massimi livelli ciò per cui hai già lavorato tanto a livello locale».

FIDUCIA E PRAGMATISMO

E' fiducioso che una soluzione politica alla complicata fase post elettorale alla fine si troverà: «Ci si sta confrontando con tutti e si arriverà a una sintesi finale». E aggiunge: «Porterò Parma e l'Emilia Romagna in Senato. Noi non siamo parte dei palazzi romani: sappiamo benissimo da dove veniamo e rimaniamo con i piedi per terra. Il pragmatismo sarà ciò che ci distinguerà».

Pisani ha appena messo piede al Senato e già si dimostra critico: «Entrando in questo palazzo, così chiuso e ovattato, si capisce immediatamente perché la politica al giorno d'oggi non riesca ad arrivare alla gente. Noi abbiamo il compito pesante di riportare la politica fra la gente e di portare la voce delle persone, specie di quelle meno protette, in questi palazzi». Il suo ruolo a Roma ce l'ha ben chiaro in mente: «Mi batterò per fare in modo che in Italia ci sia un po' più di libertà democratica e perché il territorio che rappresentiamo sia riconosciuto e rispettato nelle leggi che verranno emanate».

I parlamentari Tombolato e Cavandoli

Dal nostro inviato

ROMA Anche alla Camera la prima fumata è stata nera, come da previsioni. Nella pausa fra il primo e il secondo voto per eleggere il presidente (che sarà un altro nulla di fatto) il Transatlantico si riempie di onorevoli e giornalisti.

Nel monumentale corridoio che da sempre è il cuore pulsante della politica italiana, dove si sono fatti e disfatti governi e tradizionalmente si intrecciano le sorti del Paese, tanti sono i volti noti, ma ancora di più sono le matricole. Fra queste, due sono di Parma: Laura Cavandoli e Giovanni Tombolato, entrambi leghisti.

UN PO' DI SCUOLA

L'ex candidata sindaco di Parma è già pronta per essere pienamente operativa: «Non vediamo l'ora di metterci al lavoro. Ho già chiesto per le commissioni, ma ci hanno detto che quelle si fanno quando c'è il governo. Intanto stiamo sfruttando l'esperienza dei colleghi che c'erano anche nella legislatura precedente: ci fanno un po' di scuola e sono disponibilissimi su tutto».

TANTA EMOZIONE

L'emozione c'è e si fa sentire: «E' il coronamento di un impegno avuto sul territorio. Certo siamo un po' spiazzati, anche dalla burocrazia iniziale, anche se devo dire che tutto si è svolto in modo molto efficiente». E forse sempre l'emozione ha indotto la Cavandoli a incappare in una piccola gaffe: «Ho scambiato un collega per un altro, ma ho subito capito che non era un leghista...», dice ridendoci su.

Il peso della responsabilità del particolare momento politico non è di poco conto: «Per noi è importante essere uniti: i nostri leader stanno cercando di darsi da fare nell'interesse del Paese. L'elezione dei presidenti delle Camere deve essere una palestra per aprire il dialogo, per poi dare vita a un governo, che non sappiamo da chi sarà formato: chissà, forse da tutte le parti politiche presenti in parlamento...».

La Cavandoli, che è anche consigliere comunale a Parma, conferma l'intenzione di mantenere entrambi gli incarichi. «I parmigiani mi hanno dato quell'incarico ed è giusto portarlo avanti, anzi, se eleggiamo il presidente lunedì mattina, al pomeriggio sarò in consiglio a Parma».

IL TERRITORIO

Una presenza, quella in Comune, che per la neo deputata «è un modo per restare sul territorio». E a proposito di territorio, assicura: «Noi siamo qua per fare da tramite per tutte le istituzioni di Parma: vogliamo essere i referenti di tutti i sindaci, di qualunque colore politico siano».

Di Parma intende portare a Roma, prima di ogni altra, un'istanza in particolare: «A Parma abbiamo bisogno di ripristinare la legalità e la sicurezza. Ci dicono che non ci sono abbastanza forze dell'ordine: cercheremo di portarle, ma poi ci deve essere la volontà di agire».

Giovanni Tombolato, una vita nel Carroccio con tanti incarichi a livello locale, ora che è approdato a Roma si lascia andare a una confidenza: «Quando entri a Montecitorio è subito tutto molto bello e tu ti senti piccolo piccolo, ma quando ti chiamano per la votazione e il tuo nome risuona nell'aula ti tremano le gambe. Soprattutto se pensi che in quest'aula ci sono state persone come Pertini. No, non avrei mai detto che nella mia vita mi sarei trovato qua». Da leghista duro e puro non dimentica i tempi in cui ci si scagliava contro «Roma ladrona», ma lui è tranquillo: «Io sarò sempre quello che sono e non ho paura di alcun problema. Comunque, se Roma sia ancora ladrona o no cercheremo di capirlo presto, per adesso siamo solo al primo giorno».

Un primo giorno che ha affrontato con umiltà: «Siamo entrati come scolaretti, ma grazie alla professionalità e pazienza di tutti i dipendenti della Camera ci siamo trovati bene e abbiamo fatto tutto in poco tempo».

E ora che è dentro, in primo luogo gli preme farsi portavoce di un territorio in particolare: «Porterò in Parlamento le problematiche della montagna», garantisce.

Intanto, però, deve fare i conti con la politica nazionale, mai così confusa come in questo momento: «E' in corso un dibattito molto democratico tra le forze politiche in campo e penso che nel giro di due o tre settimane al massimo si saprà che governo avremo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal