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PARMIGIANO

Addio a Zanchetti, lo scienziato dell'ipertensione

25 marzo 2018, 03:00

Parma perde un suo figlio illustre. E' morto infatti ieri a Milano, dove da anni si era trasferito, il professor Alberto Zanchetti, considerato il padre della terapia dell'ipertensione.

Zanchetti, che aveva 91 anni, dopo essersi laureato in Medicina a Parma ha riscosso successi in Italia e nel mondo, tanto che è stato perfino consulente dell'Organizzazione mondiale della sanità per quanto riguarda le malattie cardiovascolari.

Il medico di origine parmigiana ha avuto anche un posto tra i sei scienziati italiani più influenti al mondo.

Era emerso, infatti, da uno studio pubblicato sull'European Journal of Clinical Investigation, che aveva combinato per la prima volta diversi parametri di rilevamento della qualità della ricerca.

Professore emerito dell'Università di Milano e direttore scientifico dell'Istituto Auxologico Italiano, Zanchetti nella sua lunga carriera ha firmato oltre 800 pubblicazioni scientifiche sui meccanismi e la terapia dell'ipertensione e delle principali malattie cardiovascolari.

Parma, dove il professore aveva ancora tanti amici ed estimatori, si era ricordata di lui nel Sant'Ilario 2010.

In quell'occasione lo scienziato parmigiano aveva ricevuto l'attestato di Civica Benemerenza «per i progressi scientifici e clinici a livello mondiale nella terapia dell'ipertensione legati al suo nome».

Era stato inoltre presidente della Società internazionale europea e italiana dell'ipertensione arteriosa e membro onorario di numerose società e accademie scientifiche straniere.

Come detto, Zanchetti, che lascia i tre figli, non aveva mai reciso il «cordone ombelicale» che lo legava a Parma. Qui era tornato spesso per ragioni professionali, ma anche per vedere e confrontarsi con i colleghi.

Uomo molto affabile e aperto, viene ricordato certamente come un luminare della medicina, ma allo stesso tempo anche come uno scienziato dalla profondissima umanità. Tra chi l'ha conosciuto bene c'è il cardiologo parmigiano Pierluigi Bonati che lo aveva invitato nel 2003 insieme ad altri tre cattedratici che erano nati a Parma a un congresso che aveva avuto luogo nella Reggia di Colorno.

Insieme a lui c'erano infatti scienziati importanti come Maurizio Guazzi, Bruno Magnani e Odoardo Visioli.

«Il professor Zanchetti - lo ricorda Bonati - era un grande maestro e un grande esperto nel campo dell'ipertensione arteriosa. E' stato veramente un protagonista della medicina e un punto di riferimento per molte persone».

Nonostante i suoi titoli e il fatto che fosse uno scienziato davvero conosciuto in tutto il mondo, aveva mantenuto il suo tratto signorile, «unito a una gentilezza e a una disponibilità davvero non comuni».

Bonati una volta gli era stato seduto vicino su un volo che li stava portando a un congresso medico a Damasco, in Siria. «Chiacchierammo amabilmente - conclude il cardiologo parmigiano - e fu proprio lì che mi venne l'idea di organizzare quel congresso e di invitarlo assieme ad altri grandi maestri. La sua presenza e il suo apporto furono fondamentali».

r.c.

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