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CONSIGLIO

Torrile: sì al referendum sulla fusione

27 marzo 2018, 07:00

CHIARA DE CARLI

La parola sulla fusione tra Torrile e Colorno passa ai cittadini che, con tutta probabilità, dopo l’estate verranno chiamati a votare per il referendum consultivo e dire così il loro «sì» o il loro «no» su un futuro Comune unico.

E’ stato deciso così ieri sera, durante la seduta di consiglio comunale che aveva come unico punto in discussione l’invio dell’istanza alla Regione, nonostante l’uscita dall’aula dei quattro componenti dell’opposizione Andrea Rizzoli, Catia Caneri e Maura Zilioli del gruppo Per Torrile con Rizzoli e Alessandro Rossi di Adesso per Torrile. Uscita ininfluente ai fini dell’approvazione, visto che la maggioranza si è schierata compatta per il sì e il voto del sindaco Alessandro Fadda ha assicurato il raggiungimento della quota minima dei due terzi dei consiglieri comunali previsti per questo tipo di richiesta. «La democrazia è delega ma è meglio quando si possono consultare i cittadini - ha detto Fadda -. Oggi potremmo votare “no” e togliere così la facoltà ai torrilesi di dire cosa ne pensano sulla fusione, riteniamo invece che sia giusto non togliere l’opportunità ai cittadini di scegliere». Durante il dibattito le varie «anime» del consiglio si sono evidenziate con forza a partire dal gruppo di Rifondazione Comunista che in consiglio è rappresentato da Sabrina Garulli e dal vicesindaco Antonio Gentile. «Il programma che abbiamo sottoscritto non prevedeva la fusione – ha sottolineato la Garulli – e confermiamo la contrarietà già manifestata nel 2016. Le operazioni di fusione è una decisione volontaria dei cittadini adeguatamente informati e voteremo la delibera per dare la possibilità ai cittadini di esprimersi, cosa che un nostro voto contrario non permetterebbe». Assolutamente contrari, invece, i consiglieri di opposizione che, durante il dibattito, disponibile in versione integrale sul sito del Comune, hanno più volte sostenuto la teoria che la fusione venga fatta per sanare il bilancio di Colorno e per salvaguardare «poltrone».

«E’ un percorso che avete fatto in brevissimo tempo e di cui non si capisce l’urgenza - ha detto la Zilioli -: si poteva fare l’anno successivo, parlandone in campagna elettorale. Non so se in pochi mesi si riesce a far capire alla gente cosa succederà, ma forse è questo l’intento». «Siamo al termine di un mandato che non aveva tra i punti l’impegno ad una fusione - ha aggiunto Rossi -. Il solo scopo è quello di rimediare al fallimento economico a cui avete condotto il Comune coprendo i cocci con la creazione di un nuovo Ente». A chiudere il dibattito è stata la capogruppo di maggioranza Maria Cristina Riccardi. «Il bilancio è trasparente e non c’è alcun disastro. Stasera non votiamo la fusione ma la proposta di andare al referendum popolare, non credo ci sia nulla di più democratico di un referendum».

Anche a Colorno, nel frattempo, era in discussione la delibera «gemella» ma il voto contrario delle opposizioni e l’astensione del consigliere di maggioranza Maurizio Segnatelli non hanno consentito di avere la maggioranza qualificata per l’approvazione. Tutto da rifare, quindi, alla prossima seduta quando basterà la maggioranza semplice.

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