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Assistenza Pubblica

Trent'anni fa nasceva la prima automedica

27 marzo 2018, 07:00

LUCA MOLINARI

L'automedica dell'Assistenza Pubblica compie trent'anni.

Parma è stata la prima città in Italia a dar vita a questo servizio, fondamentale per prestare immediato soccorso ai feriti più gravi. L'inaugurazione ufficiale della prima Automedica, una Fiat Regata, è avvenuta nell'agosto 1988, ma già alla fine di marzo il servizio ha mosso i primi passi. Nel corso di questi trent'anni l'attività dell'automedica è costantemente migliorata, anche grazie all'aiuto della tecnologia, diventando uno dei fiori all'occhiello della nostra città nella gestione dell'emergenza-urgenza.

Uno dei punti fermi è la costante presenza sull'auto di un medico anestesista-rianimatore. Un vanto per l'Assistenza Pubblica e per Parma. Attualmente i volontari abilitati al servizio di automedica sono circa 75. Il pool di medici che copre i turni in automedica è invece composto da 36 unità. Nel 2017 l'automedica della Pubblica ha effettuato 1889 servizi percorrendo circa 26.000 km. L'operatività è dalle 8 alle 20 tutti i giorni dell'anno.

Luca Bellingeri e Filippo Mordacci, rispettivamente presidente e vicepresidente dell'Assistenza Pubblica, sottolineano il valore del servizio. «Trent'anni fa – dichiarano – la Pubblica si è dotata di un servizio unico nel suo genere a livello italiano. Oggi come allora cerchiamo di portare avanti un servizio di altissimo livello, andando ben oltre gli standard minimi previsti. Per questo motivo ci siamo sempre battuti coi denti, integrando i rimborsi con nostre risorse, per mantenere sull'automedica la figura di un medico anestesista-rianimatore. Crediamo infatti che si tratti di un valore aggiunto fondamentale per tutti i nostri concittadini».

Parole ribadite da Cristiana Madoni, direttore sanitario dell'Assistenza Pubblica. «Sono volontaria in Pubblica dal 1997 – racconta – Mi ha sempre affascinato l'idea che l'automedica di Parma sia stata la prima in Italia. Si tratta di un motivo di vanto e orgoglio che dobbiamo impegnarci a valorizzare».

Avere a bordo dei medici anestesisti rianimatori rappresenta un grande valore aggiunto. «I medici specialisti in anestesia e rianimazione sono i più adatti a questo servizio – prosegue – perché sono in grado di gestire le situazioni di maggiore emergenza-urgenza». Un buon servizio in automedica non significa certo guarire sul posto ma spesso «l'obiettivo è quello di stabilizzare il paziente per poterlo portare nelle migliori condizioni possibili in ospedale. Si tratta di un lavoro in team in cui anche l'automedica contribuisce».

Per fare esperienza sull'automedica arrivano specializzandi di anestesia fin dal Canada. «Grazie a Marco Garavaglia, che lavora in Canada – spiega Cristina Madoni – arrivano giovani medici canadesi a fare esperienza a Parma. Questo significa che, a trent'anni di distanza, abbiamo ancora qualcosa da insegnare e speriamo di poterlo fare ancora per tanti anni a venire».

«Abbiamo ancora tanto da fare – conclude - ma l'ideale di tutti in Assistenza Pubblica è di fare il meglio per la città e le persone che andiamo a soccorrere».

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