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LUTTO

Addio al corista Giovanni Biggi

28 marzo 2018, 07:00

Era un classico incontrarlo fino a non molti anni fa in sella alla sua inseparabile bici in quella ragnatela di borghi dell'Oltretorrente attigui alla Corale Verdi, oppure nella zona di via XX Settembre dov'era nato ed aveva abitato una vita.

Giovanni Biggi, popolare e stimata figura di corista, è morto nei giorni scorsi all'età di 91 anni. Ne avrebbe compiuti 92 il prossimo 16 aprile. Parmigiano del sasso, nato e cresciuto nella Parma antica, il padre Carlo fu presidente della cooperativa facchini che svolgevano il loro pesante lavoro alla «piccola» di viale Fratti e «grande» velocità ed in Ghiaia. Mentre la mamma Ida, parmigiana del sasso, faceva la sarta. Dopo aver frequentato le elementari, lavorando come apprendista in qualche officina, apprese l'arte del tornitore e impegnandosi durante il periodo della guerra anche nella Resistenza come giovanissimo partigiano.

Quindi arrivò il felice matrimonio con la moglie Odetta (venuta a mancare nel 2001), e la decisione di espatriare alla ricerca di lavoro in Svizzera dove rimase per alcuni anni. Ma il richiamo della «sua» «Pärma» si faceva sempre più forte tant'è che decise di fare ritorno nella città natale dove trovò lavoro nell'allora Ametag (Azienda municipalizzata elettricità, trasporti acqua e gas) come magazziniere nel deposito di viale dei Mille. Comunque, la vera passione di Giovanni, fu la musica lirica. Era un melomane doc ed era un piacere vederlo conversare, ovviamente di musica, in qualche borghetto o davanti al Regio con l'amico Gigèt Mistrali, «guru» del loggione. Giovanni fu anche un apprezzato corista del Teatro Regio e della Corale Verdi. Con l'amico fraterno Tonino Fereoli, indimenticato tenore che incantava il pubblico con la sua «Rondanèn'na», faceva parte dei «grandi vecchi» della Corale, luogo che frequentava assiduamente, non solo per gustare la cucina dell'amico Sante, ma anche per le giornaliere briscole sotto le secolari piante della pergola con gli amici di sempre fra i quali lo stesso Fereoli, che Giovanni chiamava amabilmente «Tonino da Panòcia», Claudio Morini, Claudio Mendogni, Mario Bartoli, Sergio Grulla e il presidente del sodalizio Andrea Rinaldi che stimava tantissimo il suo corista. Oltre ad amare Parma, le sue tradizioni, il suo dialetto, la sua storia e la sua cucina, Giovanni, era un appassionato di montagna e, nel periodo estivo, non mancava di recarsi nella sua casetta di Baselica. «Un amico caro e generoso - ricorda Claudio Mendogni - molto affezionato alla Corale che ha onorato con la sua voce potente e il suo spirito autenticamente parmigiano che lega tutti i soci questo antico sodalizio che rispecchia il vero cuore di Parma». Ultimamente, era ospite di «Villa Benedetta» di Sala Baganza dove è stato assistito dal personale della struttura, dai nipoti Cristina, Ivo, Silvia e dalla cognata Tina. I funerali, accompagnati dalle note dell'«Internazionale», si svolgeranno stamani alle 10.15 partendo dalla Sala del Commiato di viale Villetta e quindi per il cimitero di Marore.

Lo.Sar

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