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COLORNO

Slitta il via libera alla fusione con Torrile

28 marzo 2018, 07:00

Cristian Calestani

COLORNO «Bisogna fare un passo alla volta. Prima rafforzare l’unione con Torrile, come previsto dal nostro programma elettorale, aumentando la condivisione dei servizi e poi arrivare, gradualmente, alla fusione. Sento di avere questo vincolo di mandato nei confronti dei miei elettori e da loro ho segnali che si debba procedere per gradi. Le economie di scala si possono fare anche senza fusioni a freddo che non mi piacciono».

Sono queste le motivazioni con le quali il consigliere di maggioranza Maurizio Segnatelli ha giustificato il suo voto di astensione alla delibera con cui l’amministrazione comunale di Colorno era intenzionata a chiedere alla Regione l’avvio dell’iter di fusione con Torrile. Una delibera che, considerato anche il voto contrario delle minoranze, non ha ottenuto la maggioranza qualificata (2/3 dei consiglieri) necessaria per poter essere approvata al primo passaggio in assemblea consigliare. Ora la stessa delibera dovrà essere votata per altre due volte in occasione dei prossimi consigli comunali che si terranno il 4 ed il 5 aprile ed in quei due casi sarà sufficiente la maggioranza assoluta, cioè il voto favorevole di metà, più uno, dei consiglieri.

Apertissimo il dibattito sul tema che ha richiesto oltre tre ore di confronto e che è stato preceduto dalla presentazione di una risoluzione, bocciata dalla maggioranza, con la quale le minoranze, pur essendo favorevoli al matrimonio con Torrile, avevano chiesto di rimandare l’iter della fusione al prossimo mandato amministrativo in modo da consentire un’adeguata informazione dei cittadini.

«Lo studio di fattibilità prospetta uno scenario promettente – ha sostenuto il sindaco Michela Canova -. Alcune difficoltà ci saranno, ma tante saranno le opportunità. Dopo l’approvazione di questa delibera potrà avere inizio il percorso di partecipazione».

Di altro avviso le minoranze che hanno messo in evidenza le criticità che emergono dallo studio di fattibilità. Filippo Allodi (Il Comune che vorrei) ha sfoderato due cartelli: «Sì a fusione partecipata. No a con-fusione certificata» e poi «Il piano di comunicazione sulla fusione che vorrei, ma che non c’è». Sulla stessa linea Stefano Cantoni, Paola Tamani e Luigi Curti (Colorno Viva): «Proponemmo la fusione con Torrile, con una mozione, già nel 2015. Poi si è perso tempo, con tanto di flirt con Mezzani. Ora si vuole fare tutto di corsa, spinti da ragioni politiche per garantire un eventuale terzo mandato al sindaco». Compatti per il sì gli altri esponenti di maggioranza. «Se non approvassi la delibera non avrei il coraggio di guardare in faccia i miei figli» ha dichiarato Maria Fiorini, mentre Donatella Censori e Paola Biacchi hanno chiarito: «La proposta di fusione non è legata a chi farà il sindaco. Parliamo di un atto che consentirà di rilanciare i nostri comuni, altrimenti destinati all’immobilismo. I tempi per avviare i successivi percorsi partecipativi ci sono tutti». A favore anche Vito Guazzi. Non è stato raccolto l’appello del sindaco e dell’assessore Valerio Manfrini alle minoranze: «Votando sì verrebbe data, subito, la possibilità ai cittadini di decidere con il referendum».

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