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FRANA

Un boato squarcia la notte: a Capriglio è tornata la paura

28 marzo 2018, 07:00

Beatrice Minozzi

TIZZANO Crepe nei muri, strani buchi nella strada, boati che rimbombano sinistri nella notte. Oggi come ieri, sono questi i primi segnali che hanno messo in allerta gli abitanti di Capriglio.

Cinque anni fa, infatti, partì tutto così, con grosse crepe nelle case, che solo qualche ora dopo furono letteralmente rase al suolo come castelli di carta. E poi ancora buchi che si aprirono nelle strade, che di lì a poco divennero vere e proprie voragini su strade in alcuni casi ancor oggi impraticabili, come la strada provinciale Massese all’altezza di Boschetto o la strada provinciale per Schia. Tra gli abitati più colpiti, oltre che Capriglio e Pianestolla, quelli di Lasagnana, Pietta, Tizzano capoluogo e Boschetto.

A distanza di quasi cinque anni da quel terribile aprile del 2013, quando il dissesto idrogeologico spazzò via strade, case e a volte anche speranze, l’incubo frane torna a turbare il sonno dei tizzanesi. Si è infatti rimessa in moto la grande frana di Capriglio, che da ormai cinque anni incombe come una scure sugli abitati di Capriglio e Pianestolla.

Dopo una notte (quella tra lunedì e ieri) passata a controllare la situazione in seguito all’allarme lanciato dagli abitanti della zona, il sindaco Amilcare Bodria ha convocato d’urgenza il Coc (Centro operativo comunale), che ha riunito ieri mattina proprio a Capriglio - nella zona della nicchia di distacco in prossimità della strada per Lalatta - l’amministrazione e l’ufficio tecnico comunale, il Servizio Affluenti del Po, i Carabinieri, il Nip e la Croce Rossa di Tizzano, il Comitato Val Bardea, il Consorzio di Bonifica Emilia Centrale, la Polizia Municipale, l’Unione Montana, il distretto Sud Est dell’Ausl, Ireti e Socogas.

Tanti anche gli abitanti della zona, che per primi hanno segnalato l’allargamento delle fessurazioni del muro di contenimento posto a valle della strada per Lalatta e nuove crepe lungo la strada di accesso al capannone posto a lato della nicchia di distacco.

Ma a far accaponare la pelle chi ha ancora davanti agli occhi quelle terribili immagini del 2013 sono stati gli scricchiolii che hanno squarciato il silenzio notturno, accompagnati da forti vibrazioni lungo la cancellata e i parapetti metallici di una delle case che si affacciano sulla frana.

Il sindaco Bodria ha espresso - come già fatto in precedenza - grande preoccupazione per la situazione della frana di Capriglio, facendosi portavoce degli abitanti della zona e ribadendo a gran voce la necessità e l’urgenza dei lavori di messa in sicurezza dell’abitato che si affaccia sulla frana. «Questo movimento franoso ha avuto un’evoluzione inconsueta e rapidissima nel 2013 - ha ricordato Bodria -: la paura, quindi, è che la storia possa ripetersi. Proprio per questo, oltre ad un monitoraggio continuo della situazione, si rende necessario un intervento quanto più possibile rapido, sfruttando anche i percorsi di somma urgenza che la situazione richiede».

A rassicurare il sindaco è stato Gianmarco Di Dio, ingegnere del Servizio Affluenti del Po, che ha anticipato che il progetto per la messa in sicurezza del versante da parte dei servizi preposti della Regione potrà essere appaltato entro la fine di aprile per poi aprire il cantiere - come richiesto da Bodria - entro la fine di giugno, per sfruttare appieno la bella stagione.

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