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Lutto

Addio a Cristina Cremaschi, appassionata maestra di ballo

29 marzo 2018, 07:01

MONICA TIEZZI

Non ce l'ha fatta Cristina, appassionata insegnante di ballo, a sconfiggere la malattia contro la quale lottava da sei anni. Cristina Cremaschi, 49 anni, maestra di balli caraibici al Cohiba Club di Parma, è morta ieri all'alba nel reparto di ematologia dell'ospedale Maggiore, dove era ricoverata dai primi di febbraio.

Grande il cordoglio su facebook. Hanno lasciato un pensiero centinaia di persone, soprattutto suoi allievi, che hanno ricordato come riuscisse, con una parola ed un gesto di incoraggiamento, a ridare fiducia a chi stava per mollare la pista e a chi a volte si sentiva inadeguato. «Sapevi far amare il ballo», «Sei stata dolce, forte e determinata», fra i tanti post.

Cristina, cresciuta nel quartiere Pablo dove i genitori gestivano una tabaccheria, era entrata nel mondo della danza poco più che adolescente grazie al fidanzato, e in seguito marito, Luca Montanari, fratello di Mario, uno dei fondatori del Cohiba Club. Nel locale nella zona ex Salamini, sorto nel 1997 e che è anche scuola di ballo, Cristina e Luca erano entrati come baristi, mentre muovevano i primi passi di danza.

Con caparbietà e passione, Cristina aveva bruciato le tappe nel ballo e dopo vari corsi accelerati e stage, in particolare con il ballerino professionista uruguaiano Fernando Martin Sosa, era entrata nell'Associazione nazionale maestri di ballo con il diploma, ottenuto nel 2003, di insegnante di danze caraibiche.

Salsa cubana, merengue e bachata i corsi che per anni Cristina, con il marito Luca, aveva tenuto sulla pista del Cohiba. Un'insegnante sorridente ma anche rigorosa, che aveva cresciuto tanti allievi rimasti dilettanti, ma anche diventati a loro volta maestri e in alcuni casi professionisti del ballo.

«Pignola con se stessa prima che con gli altri, Cristina ha combattuto la malattia con lo stesso spirito con il quale ballava in pista, e con un coraggio che ha stupito anche i medici» ricorda commosso il cognato Mario Montanari.

Una donna «forte e pragmatica, che badava alla sostanza delle cose», dice di lei Ivan Ronchetti, altro fondatore e maestro del Cohiba.

Negli ultimi anni, sempre assieme a Luca, Cristina aveva intrapreso anche il «progetto kizomba», ballo angolano molto in voga, prima come allieva in giro per l'Italia, e poi come insegnante. La sua ultima esibizione pubblica era stata nel 2016 al Teatro Al Parco con la «Perfecta combinación», un numero di ballo con i maestri del Cohiba e gli allievi più promettenti: in prima fila, sorriso scintillante come l'abito, aveva sfoggiato senso del ritmo, sensualità ed eleganza. «Anche se, più che come ballerina da esibizione, a lei piaceva vedersi come insegnante», dice Mario Montanari. Anche nei periodi più delicati della malattia non aveva smesso di lavorare dietro le quinte del Cohiba, organizzando i corsi e ideando le coreografie. Per questo al Cohiba hanno chiuso il locale, e interrotto le lezioni, solo ieri sera: «Sono sicuro che lei avrebbe voluto così», dice Mario Montanari. «Ciao Cristina, ora insegnerai a ballare agli angeli», recita uno dei tanti messaggi affidati al web.

Cristina lascia, oltre al marito Luca e alla grande famiglia del Cohiba, il papà Mino, il fratello Stefano e la sorella Lorena. Sarà possibile salutarla oggi dalle 8,30 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 18,30 e domani dalle 8,30 alle 13 nella sala del commiato davanti alla Villetta. Il rosario sarà recitato questa sera alle 17 nella chiesa di Santa Maria della Pace, in piazzale Pablo, la stessa dove domani alle 13,30 si terrà il funerale.

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