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MEZZANI

Nell'ex scuola uno spazio per i disabili

29 marzo 2018, 07:00

CRISTIAN CALESTANI

È un edificio grande che si sviluppa su tre piani per più di 900 metri quadrati complessivi. Ha un'ampia area verde, ideale per dare vita ad un progetto di fattoria sociale. E poi è inserito nel contesto urbano del paese. È l'edificio della vecchia scuola media al civico 201 di via Pertini a Mezzano Inferiore. Da qualche mese l'imponente struttura, che per anni ha ospitato gli studenti mezzanesi, è stata acquistata dall'associazione di volontariato per l'integrazione sociale «Nontiscordardimè», realtà attiva con ragazzi diversamente abili di Colorno, Mezzani, Sorbolo e Torrile dal 2006. Oggi l'ex scuola, bisognosa di un consistente intervento di riqualificazione, è lo scrigno dei sogni di un gruppo formato da 8 famiglie che ha deciso di farsi carico di un mutuo, senza interessi alla Bcc di Rivarolo Mantovano agenzia di San Polo, per creare un luogo in cui dare opportunità di lavoro ai propri ragazzi ed anche un futuro per il dopo di noi. Il primo passo, con l'accensione del mutuo, è stato l'acquisto dell'edificio per 60mila euro.

L'ex scuola era stata inserita dall'amministrazione comunale di Mezzani nelle condizioni di appalto per la costruzione della nuova media. Poi, il fallimento della cooperativa che ha realizzato il nuovo edificio, ha fatto sì che le ex medie restassero chiuse e sostanzialmente abbandonate per diversi anni fino a che i genitori di «Nontiscordardimè» hanno visto in questo luogo un'opportunità. «L'idea – spiegano la presidente Marzia Allegri e la vice Ombretta Rupi – è quella di creare in questo edificio un futuro per i nostri ragazzi. Qui vorremmo realizzare dei laboratori per permettere loro di lavorare. Gli ampi spazi esterni si prestano poi all'idea di creare una fattoria sociale: il ritmo naturale della vita contadina, il lavoro fisico, il fare parte di un piccolo nucleo di tipo famigliare ed il contatto con le piante hanno un effetto terapeutico benefico. Il progetto prevede anche la realizzazione di un ristorante da gestire con i ragazzi». Ma a muovere i genitori con tanta decisione c'è anche il tema del dopo di noi.

«Vorremmo che questo luogo divenisse la casa dei nostri figli quando noi non ci saremo più. Oggi quando i genitori vengono a mancare i ragazzi vengono spesso accolti dalla prima struttura con posti disponibili che però può essere lontano dal luogo in cui i ragazzi sono nati ed hanno vissuto». Il progetto è molto ambizioso, i genitori ne sono consapevoli. Serve un budget di quelli consistenti. L'intera riqualificazione dell'edificio richiede circa 1,5 milioni di euro di investimenti. Ma si potrebbe partire dal piano terra con una spesa che oscilla tra i 3 e 400mila euro. «Sarebbe un modo per aprire le porte alla comunità e farci conoscere». Ed è da qui, da questo sogno che ha già messo le fondamenta, che i genitori di «Nontiscordardimè» partono rivolgendo un appello a tutto il territorio per fare squadra, così come fanno i loro figli ogni giorno nelle varie attività proposte, e costruire insieme un progetto di vita per oggi, e soprattutto per il domani. Alcune realtà del territorio – come Coop Nativa, Cò d'Enza ed Unione Bassa Est – si sono già dette disponibili a collaborare.

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