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TIZZANO

Frana di Capriglio, due nuove crepe

30 marzo 2018, 07:00

BEATRICE MINOZZI

TIZZANO

A Capriglio si guarda con apprensione il cielo plumbeo che da ieri pesa sulla Val Bardea come un macigno. La paura è quella che le piogge abbondanti previste per oggi e domani possano causare ulteriori cedimenti e rimettere in moto la grande frana che nel 2013 si portò via case, strade e campi. «Le piogge previste non faranno certo bene ad una situazione già in evoluzione - conferma Mauro Galvani, referente del Nip (Nuovo intergruppo Parma) di Tizzano -, speriamo solo che non creino troppi problemi. Ieri, inoltre, abbiamo trovato due nuove crepe nella strada sterrata che costeggia Caneto di Capriglio, poco lontano da dove cinque anni fa la frana rase al suolo la casa della famiglia Bocchi. C'è inoltre tanta acqua che scende dalla montagna: le cunette straboccano, ruscelli e torrenti sono colmi, e a Schia c'è ancora tantissima neve che se dovesse sciogliersi repentinamente non farebbe altro che peggiorare la situazione».

La paura è anche negli occhi degli abitanti. E' da lunedì che Massimiliano Manici dorme con un occhio aperto: «Siamo preoccupati i forti rumori che abbiamo sentito domenica notte hanno risvegliato tutte le nostre paure». Le crepe nella strada e nel muro di contenimento che si sono formate sempre nella notte tra lunedì e martedì hanno rincarato la dose. «I tecnici della Regione sostengono che non è vero che la strada si stia abbassando - prosegue Manici - ma noi lo vediamo con i nostri occhi che nell'asfalto si è formato un gradino, non ci stiamo inventando nulla». La paura di Manici, condivisa anche dal sindaco di Tizzano, Amilcare Bodria, è che un'eventuale risveglio della frana possa avere un'evoluzione repentina come successe nel 2013. A monitorare continuamente la frana, anche con turni notturni, sono il Nip e la Croce Rossa di Tizzano, ma anche i componenti della famiglia Manici, supportati dai Carabinieri di Tizzano e dalla Polizia Municipale dell'Unione Montana. «La nostra fortuna è avere vicini il sindaco, l'amministrazione comunale, il Nip, la Croce Rossa e le forze dell'ordine, che ci aiutano e ci sostengono anche psicologicamente - tiene a precisare Manici -. Quello che chiediamo ora, però, è un cambio repentino di marcia della Regione, che ci ha promesso che nel giro di tre settimane porterà a termine il progetto esecutivo per la messa in sicurezza degli abitati di Capriglio e Pianestolla».

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