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TIZZANO

Alide e Nella, un «sì» che dura da 76 anni

31 marzo 2018, 07:00

Enrico Gotti

Alide Manici e Nella Beghini, entrambi originari di Anzolla di Tizzano, viaggiano verso il record di coppia più longeva d'Italia: lo scorso 16 febbraio hanno festeggiato 76 anni di matrimonio.

Si conoscono da una vita, sono cresciuti insieme nel piccolo borgo della Val Parma. Da due anni vivono a Milano, insieme al loro nipote Roberto. Alide ha appena festeggiato 98 anni: lunedì 26 marzo. Mentre Nella ne compirà 96 il prossimo 11 giugno. Due «querce» cresciute nell'aria della montagna, con radici salde nonostante il vento le abbia messe a dura prova fin da giovani.

Racconta il nipote Roberto: «Mio nonno Alide ha perso la madre quando è nato. È morta di parto. È stato allattato da una signora del paese, che aveva avuto un figlio in quello stesso periodo, poi morto in Grecia. Quella signora due anni dopo sarebbe diventata mamma di Nella, mia nonna, che diventerà la moglie di mio nonno Alide». I due, senza essere fratelli, si conoscono da sempre. Il 16 febbraio 1942 si sono sposati, il 25 novembre è nato il loro figlio, nel 1946 sono venuti a Milano, dove hanno lavorato per oltre 30 anni nella stessa ditta, la Fructamine, che produceva aromi per bibite. Inseparabili in tutto. Poi sono andati in pensione, e sono tornati ad Anzolla, hanno costruito una casa e lì sono rimasti sino a due anni fa. Poi, per motivi di salute, sono andati a Milano dal nipote. «Nel 2003 il loro figlio, mio papà, è morto, e sono rimasto solo io, il nipote. Li ho portati a casa con me a Milano, vivono con me, lui ha problemi di salute, lei è arzilla. Sono cresciuti da ragazzini in paese, andavano alle feste di ballo, a Boschetto, a Musiara, sempre a piedi, anche con metri di neve - racconta Roberto -. La loro infanzia era di miseria, la carne si mangiava solo il giorno della sagra e a Natale, era una vita di altri tempi. Il loro segreto è che è gente di altri tempi. Lo dimostra lo spirito di sacrificio, il farsi su le maniche quando ci sono momenti difficili. Hanno perso un figlio, mio padre, che non aveva neanche 60 anni. Per i genitori è un dolore immenso, ma a 81 e 83 anni hanno reagito con caparbietà. È la loro unione che fa la forza».

«Lui è sempre stato una persona molto precisa puntuale, morigerata, difficilmente l'ho visto alterato, era direttore di produzione nell'azienda di Milano, ha la passione del tenere in ordine la macchina, del giardinaggio, lei ha la passione dell'orto, della pasta fatta in casa, della cucina».

«Sono due persone, ma fanno una persona sola - dice il nipote - una cosa che si fonde in una. Non è facile vedere persone così al giorno d'oggi, quando una coppia si lascia anche dopo 15 giorni. Mi hanno insegnato ad essere tenace e a non mollare mai».

Hanno insegnato al nipote a essere previdente, a guardare al futuro, proprio loro che hanno quasi cento anni.

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