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L'INTERVISTA

Arturo Brachetti: «Così mi trasformo sessanta volte in novanta minuti»

03 aprile 2018, 07:01

Margherita Portelli

Il più grande trasformista del mondo torna a Parma. Dopo il debutto internazionale a Parigi, arriva in Italia l'attesissimo one man show di Arturo Brachetti: «Solo». Un vero e proprio assolo del più famoso ciuffo del palcoscenico, che colorerà di magia il Teatro Regio domani e giovedì (alle 21), per la rassegna «Tutti a Teatro» realizzata da Caos Organizzazione Spettacoli (in partnership con Arci Parma).

In attesa di vederlo comparire, scomparire e riapparire di continuo, abbiamo fatto qualche domanda al grande artista per farci anticipare qualcosa dello spettacolo.

Dopo «Brachetti che sorpresa!», torna a Parma con «Solo». Ci può rivelare che cosa attende il pubblico del Regio?

«Questo show è stato pensato come una specie di Best of, ma con tantissimi personaggi nuovi. Come il titolo lascia intuire, sarò da solo sul palco, pronto a stupire con sessanta trasformazioni in novanta minuti. Un varietà magico che ha già riscosso successo nel mondo e che ora è arrivato in Italia».

In questo spettacolo apre le porte di casa sua. In che cosa ci proiettano questi ricordi e queste fantasie?

«Io sarò un Peter Pan sessantenne alle prese con un'ombra che lo vuole ancorare a terra, mentre lui vuole volare via. La casetta con me sul palco è una casa metaforica, quella che ognuno di noi ha nel cuore. Aprendo le porte delle varie stanze si spalanca l'occasione per approfondire un argomento: l'infanzia, la musica, la famiglia. La mia casa, quella vera, assomiglia in realtà a un parco giochi: è piena di sorprese, giocattoli, passaggi segreti».

A quali personaggi darà vita e con quali discipline ci stupirà?

«Ci sarà di tutto: da Shrek a Beyoncé. A rendere ogni cosa magica, poi, ci saranno luci, laser, ombre cinesi, mimo e grandi novità come il sand painting, in un mix di scenografia tradizionale e videomapping».

Un trasformista cambia pelle per mestiere, ma cosa cambierebbe Arturo Brachetti del mondo che lo circonda? Se avesse la bacchetta magica, che cosa trasformerebbe?

«I cambiamenti veri, quelli importanti che vorrei nel mondo, purtroppo non hanno nulla a che fare con il quick change; richiedono invece sedimentazione, tempi allungati e necessari. Io spero che alla fine il bene vinca sul male, ma con quanta fatica!».

Dal videogame di «Brachetti che sorpresa!» alla casa delle bambole. L'impressione è proprio quella di un bambino di 60 anni che non ne vuole sapere di smettere di giocare. È così?

«I miei amici mi hanno sempre detto che soffrivo della sindrome di Peter Pan. Uno psicoterapeuta poi me lo confermò e mi disse: “Se la tenga buona almeno per guadagnare un po' di soldi”».

Esiste una persona o un personaggio nel quale lei vorrebbe trasformarsi, sul serio, almeno per un giorno?

«Non andrei troppo lontano: niente donne e nessun essere particolarmente potente. Mi accontenterei di un me stesso di trent'anni fa».

Biglietti disponibili all'Arci Parma e sul circuito ticketone. Per info: tel. 0521-706214.

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